Amare con tutte le forze

Un altro modo per rispondere all'amore di Dio.
Bambini

Quando il nostro cuore vuole farci scivolare verso i desideri della carne, o la ricerca egoistica del possesso dei beni, o la brama (spesso dissimulata) del potere, dobbiamo affrontare la situazione con l’audacia della mortificazione. Ci vuole infatti coraggio per tagliare, in modo che possa svilupparsi in noi “l’uomo nuovo” che vive nella luce, che vede le cose da Dio.

A volte qualcuno dice: «Vorrei vincere queste tendenze rimanendo nell’ambiente, non fuggendo ma affrontando queste tentazioni». Ebbene, bisogna convincersi che è pressoché impossibile. (…) Qualche volta ci si giustifica addirittura con degli argomenti spirituali. Sono tutti inganni che alla lunga non costruiscono quella pienezza che viene da Dio e procurano tante sofferenze.

Spesso per superare certe tentazioni basterebbe condividerle con la comunità con la quale viviamo il nostro ideale o con una persona esperta nelle cose di Dio. A volte solo il fatto di comunicarli fa sì che i problemi si ridimensionino, e si trovi la forza per agire nel senso giusto. (…)

Nella misura poi in cui ci doniamo pienamente a Dio, i nostri sentimenti diventano divini. Ce ne accorgiamo quando incontriamo certe persone dove si vede che, appunto perché completamente di Dio, sono diventate profondamente umane. E lo si avverte da come ascoltano, da come parlano, dal fatto che hanno allo stesso tempo comprensione e saggezza, fermezza e misericordia…

Infine l’ultimo degli atteggiamenti (proposti dal Vangelo per corrispondere all’amore di Dio) è amare con tutte le forze. Certe persone amano Dio e gli altri donandosi in tale misura, che vanno al dì là delle proprie forze e arrivano persino ad ammalarsi. (…) Ammalarsi, esaurirsi, vuol dire restare inattivi, magari per anni. Per cui dobbiamo ordinare la nostra vita in modo da trovare tempo anche per il riposo, così che potremo continuare a donarci di più e meglio.

A meno che ci arrivino delle malattie senza che le cerchiamo. Allora è diverso. (…) Quando Dio ci fa questa grande grazia di permettere un po’ di prova con la malattia, è perché ha in programma per noi un grande sviluppo spirituale, fecondo anche di molti frutti. Magari non li vediamo subito, ma ci sono.

 

(Da: Colloqui. Domande e risposte sulla spiritualità dell’unità, Città Nuova Ed.)

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