Ama subito nel momento presente

Il brano che segue è tratto da un editoriale apparso sul numero di ottobre 1967 di Gen, il mensile dei giovani appartenenti al Movimento dei focolari (la sigla Gen vuol dire “generazione nuova”), mensile che proprio quell’anno iniziava le sue pubblicazioni.
Opera di Mariannita Zanzucchi

Vuoi imparare ad amare? Ad amare Dio, ad amare i fratelli per lui?

Non attendere un istante, non pensarci troppo, non fermarti a desiderare di amare, ma ama subito nel momento presente. Ed amare significa fare subito, ora, adesso, in questo minuto, la volontà di Dio, non la tua.

La vita non è fatta che di attimi presenti e valgono quelli per chi vuole operare qualcosa. Il passato è già passato e mettiamolo nella misericordia di Dio, il futuro ancora non c’è. Ci sarà quando diverrà “presente”.

È il presente che conta, il momento che fugge, che per me, per te, per noi, deve essere colto al volo e vissuto bene, fino in fondo, facendo in quello ciò che Dio vuole da noi: studiare, camminare, dormire, mangiare, soffrire, godere, giocare…

Impara ad ascoltare nel profondo della tua anima la voce di Dio, la voce della coscienza: essa ti dirà ciò che Dio vuole da te in ogni momento.

Te la prendi col tuo prossimo? «Attenzione – ti dice la coscienza –, devi amare tutti, persino i nemici…».

Hai voglia di saltare nell’ora dello studio? «Attenzione – ti dice la coscienza –, giocherai con più gioia dopo, se ora farai perfettamente il tuo dovere». E così via…

Viviamo bene ciò che Dio vuole nel momento presente; e come un punto accanto a un punto fa la retta, momento accanto a momento fa la vita.

Ci sono due modi per noi di vivere ogni attimo: o fare in esso la nostra volontà, o fare quella di Dio.

Se siamo “generazione nuova”, dobbiamo fare ogni attimo la volontà di Dio, che fa di noi “giovani nuovi” ed impedisce che viva in noi “il vecchio uomo”, come chiama san Paolo colui che fa solo la sua volontà.

Alleniamoci dunque ogni momento.

E se qualche volta ci andasse male, chiediamo perdono a Dio e ricominciamo.

Anche i grandi atleti hanno conosciuto le cadute, gli incidenti, ma poiché hanno perseverato hanno raggiunto il premio.

La coppa che ci attendiamo è ben più preziosa: si chiama «Paradiso», dove vogliamo arrivare con una schiera infinita di gen conquistati da noi.

 

Da: Colloqui con i Gen. Anni 1966/69, Città Nuova Ed.

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