(Alfredo) l’aiuto di Babbo Natale

Cera una volta Alfredo. E chi è costui? vi chiederete voi. Era un signore molto ricco che aveva accumulato immensi beni frodando elegantemente i laboriosi cittadini di una tranquilla città. In molti cominciavano a sospettare di lui.Allora decise di fuggire lontano, dove potesse godere felicemente le ricchezze acquisite con la sua attività non proprio onesta. Era una notte d’inverno, quando mancavano pochi giorni al Natale. Preparò di nascosto un grosso baule, vi mise dentro tutti i denari e i gioielli che possedeva. Per timore che qualcuno scoprisse il vero contenuto, pensò di coprire il tutto con tanti giocattoli. Caricò il baule su un carro precedentemente allestito, vi attaccò una coppia di cavalli neri a cui, prudentemente, aveva fasciato gli zoccoli con degli stracci per potersela filare alla chetichella. Come era furbo! Aveva pensato proprio a tutto. Ma durante il viaggio, ad un certo punto cominciò a sentire dietro di sé come un brusio, un rumore che si avvicinava sempre più. Il suo cuore cominciò a battere forte, ormai alle sue spalle udiva un frastuono indicibile accompagnato da forti grida… Chi poteva essere?… Ben presto fu affiancato da una slitta trainata da sei superbe renne. Era Babbo Natale che stava incitando i suoi destrieri a pieni polmoni perché, come al solito, era in ritardo. Il grande amico dei bambini chiese al signore con il carro dove stesse andando. Questi spiegò che stava portando quel baule pieno di giochi ai bambini del paese del Sì. Babbo Natale ebbe un’esclamazione di gioia: Anch’io vado là. Perciò possiamo proseguire la strada insieme. Anzi, siccome abbiamo viaggiato tutta la notte, sarà meglio riposarci in quella locanda; la strada è ancora lunga. Alfredo, per non insospettire l’intruso, acconsentì e fece quello che gli era stato proposto. A proposito, come ti chiami?, chiese Babbo Natale. Alfredo rispose il fuggiasco. Bene, mi sei simpatico (Babbo Natale trovava tutti simpatici).Arrivati alla locanda, slegarono le renne e i cavalli e li portarono nella stalla dove furono rifocillati. Per maggior sicurezza, scaricarono i bagagli dai carri e li portarono nelle loro camere dove si addormentarono di un sonno profondo. Il giorno dopo, alla partenza, ebbero una brutta sorpresa: le renne e i cavalli, la slitta e il carro erano spariti! Sono stati i ladri – dissero contemporaneamente -: e adesso cosa facciamo?. L’unica cosa da fare – sostenne Babbo Natale – è di trascinare le casse a mano fino a destinazione. La cassa di Babbo Natale conteneva solo giocattoli per cui era piuttosto leggera, ma il baule di Alfredo, pieno di monete d’oro, era molto più pesante. Il poveruomo faceva molta fatica a trascinarselo dietro, ma cercava di non darlo a vedere. Babbo Natale, mentre tirava la sua cassa, cantava allegramente. Alfredo, invece, era tutto sudato per lo sforzo e nello stesso tempo era preoccupato perché non riusciva a trovare una soluzione per salvare i suoi beni una volta arrivato a destinazione. Il pensiero lo rendeva triste e taciturno. Aveva passato l’intera vita ad ammassare quella fortuna ed ora rischiava di perderla, tutto per colpa di quell’impiccione di Babbo Natale. Come se non bastasse, per il troppo peso, il baule si ruppe seminando le monete per terra e, poiché avevano scelto un percorso erboso, per far meno fatica, non udendo il tintinnio delle monete che cadevano, Alfredo non si accorse di nulla. Durante una sosta per riprendere fiato Babbo Natale disse: Tutta questa fatica per amore dei bambini! Non credi che sia bellissimo? . Il compagno non rispose, un po’ per la fatica e un po’ per l’angoscia che lo tormentava. Certamente non provava gli stessi sentimenti del suo compagno di viaggio. Arrivarono stremati al paese del Sì, ma non fecero in tempo a riposare neanche un po’, perché una moltitudine di bambini, accortisi del loro arrivo, li accerchiarono festosi. Ripreso fiato, Babbo Natale spiegò loro cos’era successo. Poi concluse: Lo so che per un motivo o per un altro sono sempre in ritardo, però questa volta, per farmi perdonare, ho portato con me il signor Alfredo, anche lui con tanti giocattoli. I bambini manifestarono tutta la loro gioia ringraziando Babbo Natale e Alfredo con baci e carezze. L’uomo, che mai era stato baciato e accarezzato in vita sua e a cui nessuno mai aveva voluto bene, avvertì una gioia inaspettata invadere il suo cuore e, senza perdere tempo, aprì il baule e distribuì tutti i suoi giochi. Improvvisamente si rese conto di aver perduto tutte le sue monete ma non provò alcun dispiacere, perché la gioia che provava in quel momento era talmente grande che colmava, finalmente, tutto quel vuoto che aveva sempre avvertito dentro di sé. Si rese conto all’improvviso che la ricchezza, cercata a tutti i costi, non avrebbe mai potuto dargli l’appagamento interiore che avvertiva adesso. Ormai il vero tesoro, quello che non si perde mai, lo aveva trovato nell’amore e nella riconoscenza di quei bambini. La felicità che esprimeva da tutti i pori sorprese perfino Babbo Natale. Vi chiederete: Che fine ha fatto Alfredo? . Semplice! Seguì Babbo Natale e ne diventò il suo primo aiutante.

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