Perché, dopo 30 anni, siamo ancora qui a parlare di Alex Langer? La risposta, per essere vera, dovrà concentrarsi più su noi che su lui. Stiamo facendo ciò che era è e sarà giusto, come ci aveva chiesto Alex? Cosa abbiamo fatto in questi 30 anni? Come le nuove generazioni hanno recepito quel messaggio? Cosa è “giusto” oggi?
Queste sono alcune delle domande che si pone il Convegno nazionale Alex Langer, facitore di pace, che si terrà a Verona nei giorni 30-31 gennaio e primo febbraio 2026.
Promosso dalla Scuola di pace e nonviolenza della diocesi di Verona (organizzata dalla fondazione Toniolo e dal Movimento nonviolento), il convegno vede il contributo e il patrocinio del comune e dell’Università di Verona, l’adesione della fondazione Alexander Langer Stiftung e dell’istituto Opera don Calabria.
Perché a Verona? Langer vive a Bolzano, Roma, Bonn, Firenze, ma «sono tante le città dove mi sento a casa», ha scritto nella sua autobiografia, e tra queste c’era certamente Verona, a lui molto cara per tanti motivi, tra cui l’indubbia bellezza, ma anche – sicuramente – per la basilica di San Zeno che Alex visitava ogni volta che riusciva a ritagliarsi una pausa per un’immersione spirituale e artistica.
In quella chiesa sono raffigurati ben 5 san Cristoforo, il santo al quale Alex si è rivolto per chiedergli: «Qual è la Grande Causa per la quale impegnare oggi le migliori forze? Qual è il fiume difficile da attraversare, quale sarà il bambino apparentemente leggero ma in realtà pesante e decisivo da traghettare?».
Nel decennio dal 1985 al 1995, dopo la semina verde e nel corso degli anni dell’incontenibile attivismo per scongiurare i conflitti violenti nella ex Jugoslavia, e per cercare via di pace (dall’alto, come eurodeputato, e dal basso, come attivista), Alex frequenta spesso Verona, fa sosta nei viaggi tra Firenze e Bolzano, per organizzare, con la Casa per la Nonviolenza, alcune delle sue tante iniziative, originali e spesso spiazzanti.
A Verona Langer ha dato vita alla Carovana per un’Europa libera dal nucleare (1984), un treno speciale che partiva da Porta Nuova e arrivava ad Innsbruck, raccogliendo gruppi ad ogni fermata e poi una manifestazione proprio sul Ponte Europa, simbolo di dialogo. Fu un’impresa folle, per l’epoca, ma riuscita.
Sarà a Verona nel 1987 per il convegno “I verdi e il potere”, dove, nel momento di massimo successo del partito del Sole che ride e del suo approdo in Parlamento, Langer lancia già l’allarme: “conquistare il potere o svuotarlo?”. Dice che il potere dei Verdi sta nel cambiamento di vita ancor prima che nelle percentuali elettorali; dice: attenzione, i centri creano le periferie.
È il suo modo di concepire l’organizzazione politica che poi sintetizzerà nella formula solve et coagula che, per lui, andava applicata dai Verdi stessi, come esempio di nuova politica, ben prima del crollo della “prima Repubblica”, per tentare una libera navigazione al di fuori dei porti e delle rotte dei partiti, quando forse si poteva ancora salvare il salvabile.
Rafforza e consolida la rete di amicizie, che coinvolge il mondo cattolico e missionario veronese.
Nel 1989 con don Giulio Battistella, suor Irene Bersani, il sottoscritto e altri, andiamo insieme a Manaus in Brasile per un convegno tra la chiesa missionaria italiana e quella brasiliana, con il vescovo di Rio Branco Moacyr Grechi: fu anche questa un’impresa straordinaria, che mise basi solide per la Campagna Nord/Sud, biosfera, sopravvivenza dei popoli, debito (ad Alex piacevano i titoli lunghi), e alla sua felice intuizione: «L’ecologia non è un lusso per i ricchi, ma una necessità per i poveri».
Da qui nacque l’idea per un convegno, davvero visionario e profetico, “Sviluppo? Basta! A tutto c’è un limite” (1990), che fece convergere a Verona, per tre giorni di intensi dibattiti e relazioni, le migliori menti europee dell’epoca, da Wolfgang Sachs a Majid Ranema, da Christoph Baker a Nanni Salio, con testimoni dal nord e dal sud del mondo, grazie ad apripista come Ivan Illich e Vandana Shiva.
Verona fu capitale della critica allo sviluppo e al mito del progresso. Nello stesso anno nasce in città, su spinta di Langer, il Comitato per il sostegno alle iniziative di pace nella ex-Jugoslavia: sarà alla Casa per la Nonviolenza la base operativa per gli aiuti umanitari ai campi profughi dei primi sfollati dalle zone di conflitto al di là della frontiera, e da Verona si prepareranno anche la carovana Trieste-Sarajevo e tante altre azioni di pacifismo concreto.
Da segnalare poi il convegno “Il sud del mondo nostro creditore” (1992), con la rete dei missionari veronesi e del seminario America Latina, dedicata al ricordo di Chico Mendes, sindacalista e ambientalista assassinato nel 1988.
Nel 1992 e 1993 la città ospitò per due volte il Verona Forum, una riunione – in piena guerra dei Balcani – resa possibile da Langer che volle ospitare, offrendo loro un tavolo di discussione e lavoro, esponenti delle società civili della ormai disgregata Jugoslavia, divisi da frontiere e fili spinati, ma che a Verona poterono incontrarsi, come gruppo misto, e discutere proposte di pace, accolti in Piazza Bra dalla manifestazione Facciamo dei Balcani un mosaico di pace.
Il Verona Forum ha poi proseguito la sua attività negli anni successivi con incontri a Strasburgo, Vienna, Bruxelles, Parigi, e poi Tuzla e Zagabria come unico circuito di relazioni dirette tra persone provenienti da un territorio dove continuava a operare la pulizia etnica.
Infine, il convegno vuole rispondere anche alla domanda che alcuni giovanissimi ci hanno posto: chi era Alex Langer?
Ecco qui una breve sintesi: nasce a Vipiteno il 22 febbraio 1946 e muore a Firenze il 3 luglio 1995. Ha attraversato le stagioni dell’impegno cristiano, extraparlamentare, dell’ecologismo, del pacifismo, del dialogo interetnico, dei rapporti nord/sud del mondo, della giustizia climatica, dell’integrazione europea, delle guerre nei Balcani. Insegnante, giornalista, politico, è stato costruttore di ponti e tessitore di reti, tra la ricerca di una politica orientata alla pace e una conversione ecologica per la salvaguardia del Creato. Le sue parole e il suo agire restano fonte di ispirazione per tante persone che scelgono la nonviolenza per ciò che ritengono giusto, per fare pace tra gli umani e con la natura.
Il programma del Convegno
Venerdì 30 gennaio, Auditorium del don Calabria, via San Zeno in Monte 23
ore 20:45 – 22:00
concerto/reading “Sulle tracce di Alex”, con Paolo Bergamaschi e Sandra Ceriani
Sabato, 31 gennaio, Aula Caprioli, Università, Polo Zanotto, via San Francesco 22
ore, 10:00 – 13:00
Saluti istituzionali
Chiara Leardini, Magnifica Rettrice dell’Università di Verona
Damiano Tommasi, Sindaco del Comune di Verona
Domenico Pompili, Vescovo della Chiesa di Verona
Introduzione di Mao Valpiana “No alla violenza: siamo convinti e convincenti?”
Prima sessione: Cosa ci può realmente motivare? (“Vorremmo vivere per tutti”)
Mauro Bozzetti, filosofia della nonviolenza
Federico Faloppa, lessico del possibile
Seconda sessione: La dimensione religiosa della politica (“Fare pace tra gli uomini e con la natura”)
Donatella di Cesare, coabitare: una politica di pace
Domenico Pompili, profetismo della Laudato si’
Gad Lerner, odio e amore per Israele
Sabato, 31 gennaio, Auditorium di San Fermo, via Dogana 2
Ore, 14:30 – 19:00
Prologo, la Vita
Gabriella Lisi, la biografia rivela
Terza sessione: Il settore R&S della nonviolenza
Daniele Taurino, da Capitini a Langer
don Renzo Beghini, le vie di pace nella Chiesa
Quarta sessione: Sviluppo? Basta! A tutto c’è un limite …
Marzio Marzorati, alleanza con la natura
Gabriella Falcicchio, modelli circolari
Quinta sessione: Oltre le belle arti
Margherita Pilati, la graphic novel su Capitini/Pinna/Langer. L’impatto di un’idea
Marta Valpiana, video e arte sulle tracce di Alex
Martina Pugliese, cosa mi dicono gli scritti di Langer
Sesta sessione: Dalla circoscrizione Nord-Est (“Nessuna delle bandiere è la mia”)
Gianni Tamino, il PE nell’Europa di ieri
Cristina Guarda, il PE nell’Europa di oggi
Epilogo, le Opere
Clara Bassan, l’archivio racconta
Domenica mattina, 1 febbraio, Aula Magna Fondazione Toniolo, via Seminario 10
(entrata in automobile, per il parcheggio, da Vicolo Bogon)
Ore, 9:30 – 13:00
Settima sessione: Il lavoro di Langer prosegue (“Sono un motorino d’avviamento”)
Christine Stufferin, la Fondazione Langer
Elisabeth Alber, il Premio Langer
Lorenzo Faggi, un modo di stare al mondo
Alessandro Raveggi, continuate in ciò che è giusto
Gabriele Santoro, nessun’altra casa
Pinuccia Montanari, Albania. Dopo l’oblio europeo
Maria Chiara Rioli, il conflitto israelo/palestinese
Franco Corleone, la Società della Ragione
Benedetta Scuderi, Europa di pace o di guerra?
Dibattito e conclusioni
Info: Casa per la Nonviolenza
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