Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

Alain Resnais, maestro della memoria

di Mario Veneziani

- Fonte: Città Nuova


È morto il 2 marzo a Parigi a 91 anni. Ancora il mese scorso, al Festival di Berlino, aveva stupito con "Aimer, boire et chanter", un inno alla vita giudicato dalla critica il film più innovativo della rassegna

Alain Resnais al Festival di Cannes

Aveva stupito tutti lo scorso mese al Festival di Berlino, a 91 anni, con il suo "Aimer, boire et chanter", un inno alla vita scritto e girato con ironica leggerezza. Ma la sua non era mai un'ironia cattiva, bensì appunto un’aria leggera, da ragazzo, con cui "il più francese e il più letterato” dei registi aveva presentato il suo diciannovesimo film. A quasi 92 anni – li avrebbe compiuti il prossimo 3 giugno – aveva stupito pubblico e critica per il film "più innovativo". Allora è vero che invecchiare non significa sempre  indietreggiare, anzi a volte migliorare?

Negli anni Cinquanta, il giovane venuto dalla Bretagna a Parigi aveva esordito con documentari d’arte e con il tema che gli resterà indelebile nella memoria: l'Olocausto raccontato nel 1956 in  "Notte e nebbia". Memoria, bellezza, politica si incarnano già nei primi film come "Hiroshima mon amour", storia d’un amore tra un giapponese e una donna francese che anni prima aveva amato un tedesco (inevitabili i rimandi storici e morali); o come "L’anno scorso a Marienbad", del ’61, Leone d’oro polemico a Venezia. Oppure ancora pellicole come "La guerra è finita" del ’66, storia di un comunista tra Francia e Spagna.

Resnais passa in seguito attraverso diverse fasi, da un certo disincanto alla rilettura e reinvenzione di testi teatrali, anche datati, in cui riflette, studia e stravolge il modo di fare cinema, inscenando due soli attori ("Smoking/No smoking", 1993), indagando il mondo dei fumetti ("Voglio tornare a casa!",1989) o nello  stupefacente "Cuori" del 2006 con Laura Morante, entrando nel dolore che provoca la ricerca della felicità.

Nel 2012 firma "Vous n’avez encore rien vu" (Voi non aveste visto ancora nulla), una summa della poetica di un regista-letterato che ama la vita e l’amore, la parola e non solo la visione, e soprattutto il ricordo, come qualcosa di indelebile che si stampa nella mente prima che nel cuore umano, come prova della forza della vita. Nell’ultimo film si diverte con leggerezza a parlare di tre donne che amano una persona  invisibile. Finezza, ironia, distacco e, nonostante tutto, fede nel sogno e nell’amore.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876