Sarà sempre una novità leggere come Città Nuova contribuisce a creare legami, come viene proposta ad amici e conoscenti e come realizza comunità. Iniziamo dall’esperienza di Annamaria, che di comunità se ne intende, tanto da aver creato il gruppo degli Appassionati di Città Nuova che si collega mensilmente via Zoom per scambiarsi idee e novità. Ci propone un’esperienza semplice che sa di quotidianità, ma che diventa importante perché condivisa. Aspettiamo le vostre, facciamo comunità!
Andando a fare spesa sempre nello stesso supermercato vicino casa, incontro tanti che ci lavorano da anni. Prima che arrivi il mio turno, facendo la fila, osservo il volto della cassiera o del cassiere di turno e mi chiedo se è sposato, se ha figli, se ha dei problemi o vive un momento di tranquillità. Dai loro volti impassibili e professionali, non si riesce ad indovinare lo stato d’animo.
Ci sono quelli che battono meccanicamente il prezzo di ogni prodotto e non si accorgono del mio sorriso né sentono quella parola cordiale che rivolgo gentilmente. Forse é giusto così, ognuno nel suo mondo, dietro ai suoi pensieri… Chi sono io per loro se non uno dei tanti clienti che passa frettolosamente, spesso con i minuti contati, e che loro servono con altrettanta fretta? È come se ci fosse un invisibile muro che ci divide.
Eppure con il passare del tempo, un po’ grazie alla mia cordialità, ma soprattutto alla mia determinazione di entrare in rapporto con chi mi avvicina, si è prodotta una breccia in questo muro. Ci siamo ritrovati così a parlare delle mille situazioni che viviamo, di avvenimenti vari, di figli ecc. E in questo modo è nato un legame con alcuni.
È capitato così che ho portato a ciascuno una copia di Città Nuova e ho proposto loro di leggerla perché condivido sempre le cose belle con gli amici, ma anche con dei conoscenti a cui tengo. Uno di questi ultimi mi ha scritto così: «Con grande emozione ho ricevuto la sua rivista e ci tengo a ringraziarla per avermela proposta. Lavoro qui da tanti anni, ma mai nessuna cliente mi ha considerato amico. Al supermercato si viene in fretta, si fa spesa, si paga e poi via! Non si ha mai tempo di accorgersi che alla cassa non c’è una macchina».
Annamaria Carobella
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