Ai miei genitori

È sempre possibile recuperare un buon rapporto con i propri genitori, anche se anziani?. Luigi – Bari ¦ Certamente, anzi mi piace spendere due parole su una fase della vita che prima o poi attraversano quasi tutti, quella della necessaria riconciliazione con i propri genitori. Intanto ricordiamoci che fare i genitori non è un lavoro facile e non ci sono corsi preparatori, anche se è il lavoro più importante del mondo. Diceva Freud che quando ci si sposa non siamo solo in due, bensì in sei a contrarre il matrimonio, nel senso che ciascuno della coppia si porta dentro l’immagine dei propri genitori. Se manca la disponibilità a vedere l’amore e le buone intenzioni dei genitori e a riconoscere che hanno fatto del loro meglio si continuerà a considerarli negativamente e a richiedere la loro approvazione e a reprimere le sensazioni suscitate dal nostro rapporto con loro. Queste sensazioni ed emozioni represse causeranno sicuramente problemi in tutti gli altri rapporti che abbiamo. Non è possibile sbarazzarsi dei propri genitori. Non ci si riesce nemmeno cambiando residenza, oppure cercando di ignorarli per il resto della propria esistenza. Loro fanno parte di noi, anche se ci fanno soffrire e alterano sensibilmente il nostro equilibrio interiore. Comunque, non bisogna fuggire lontano da loro, ma accettarli. Come dice Nadine Godimer: Accettali dentro di te, accettali come sono, anche se hai scelto di vivere in modo diverso e così, improvvisamente, guarirai. Strano a dirsi, ma è l’unico modo di liberarsi di loro!. Infatti, dice un proverbio cinese: Chi non conosce il paese da cui proviene, non troverà mai il paese che cerca. Il grande scrittore Lev Tolstoj raccontava spesso la seguente storiella: Il nonno era molto vecchio. Le gambe non lo sostenevano più; gli occhi non vedevano; le orecchie non udivano; non aveva più i denti e quando mangiava perdeva saliva. Il figlio e la nuora non vollero più che sedesse a tavola con loro e lo costrinsero a mangiare tutto solo in un angolo. Un giorno il suo cibo gli fu portato in una scodella. Egli la lasciò cadere e la scodella si ruppe. La nuora lo rimproverò e gli disse che da allora in poi gli avrebbe dato da mangiare in una ciotola di legno. Il vecchio sospirò tristemente, senza dir nulla. Un giorno il contadino e sua moglie videro il loro bambino intento ad unire certi pezzi di legno. Il padre gli domandò: Che stai facendo, Michele?. Michele rispose: Faccio una ciotola. Quando tu e la mamma sarete vecchi, mi servirà per darvi da mangiare…. Il contadino e sua moglie si guardarono e scoppiarono a piangere. Sentirono vergogna dell’ingiuria che avevano fatta al vecchio e da quel momento lo vollero ancora a tavola con loro e lo circondarono di cura. pasquale.ionata@tiscalinet.it

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