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Ambiente > Ecologia

Agricoltura e chimica

di Spazio aperto Lettori

- Fonte: Città Nuova

La produzione agricola intensiva con l’uso di prodotti chimici e bio-tecnologie ha molti effetti negativi

agricoltura pesticidi

Ormai è opinione corrente che l’uso dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici in agricoltura può avere affetti dannosi per la salute. In questo ambito, da tempo vado riflettendo su due altri aspetti connessi: la produzione industriale degli alimenti con l’uso della chimica, e l’impiego di ormoni, estrogeni, ecc. negli allevamenti.

 

Ritengo che la prima questione (pesticidi e fertilizzanti chimici nell’agricoltura) e queste ultime due (produzione chimico-industriale degli alimenti, ecc.) siano anche molto rilevanti sotto il profilo giuridico e economico-politico. E’ evidente l’implicazione giuridica. Infatti, i metodi di produzione usati nei tre campi (agricoltura, allevamento, industrie alimentari) necessitano di appropriate regolamentazioni giuridiche per impedire abusi in danno della salute dell’uomo e dell’eco-sistema.

 

Meno evidenti, ma non per questo meno importanti, sono le implicazioni di politica economica. Oggi, infatti, ci troviamo nella necessità di salvaguardare la sanità dei prodotti agricoli e alimentari, e, nello stesso tempo, di salvaguardare le economie dei Paesi poveri, che sono in genere agricole (America del Sud, Africa, parte dell’Asia, ed anche regioni del Sud Europa).

 

Bisognerebbe, a mio avviso, studiare l’impatto che ha su queste esigenze la produzione chimico-industriale degli alimenti e la produzione agricola intensiva con l’uso dei prodotti chimici  e delle bio-tecnologie. A me sembra che ciò provochi effetti negativi: concentra la produzione agro-alimentare nelle aree industriali, in genere dei Paesi ricchi; fa aumentare quantitativamente i prodotti alimentari a basso costo ma a scapito della qualità e della sanità degli stessi; costituisce, quindi, un limite oggettivo alla possibilità di produzione e commercializzazione da parte dei Paesi più poveri, di cui danneggia l’economia, turbando l’equilibrio economico mondiale; impedisce, infine, la diversità dei prodotti legati alle singole aree culturali.

 

Ritengo che il ritorno ad una produzione agro-alimentare più sana, se da un lato fa aumentare il prezzo dei prodotti alimentari, può favorire di converso oltre alla sanità degli alimenti anche una maggiore occupazione in agricoltura.

Ma, gradirei che su questi temi si confrontino esperti, oltre che di ecologia, di sociologia, di economia, di politica e di diritto, per una riflessione pacata, che serva ad illuminare.

            Grazie.

                                                                                                          Giovanni Caso

           

Riproduzione riservata ©

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