Aggressività, noncuranza… ed altro

Il periodo estivo, con la sua atmosfera di leggerezza se non di rilassatezza, di attenuazione delle regole, rivela con più acutezza e visibilità il caleidoscopio di atteggiamenti, progettualità, ricerca, valori e disvalori, sentimenti che pervadono la società del benessere (materiale) e del malessere (morale). La cronaca scritta e audiovisiva sottolinea l’aggressività e la violenza nelle nostre città su donne, bambini e anziani; ci mette sotto gli occhi gli incidenti stradali, con il loro corteo di morti, feriti e invalidi, quasi che la strada fosse uno spazio dove esternare i propri traumi più reconditi. Per non parlare degli incendi dolosi che devastano l’ambiente con la prospettiva di guadagni facili. Una sequenza che mostra il lato peggiore dell’umanità consumista e gaudente. Ma… c’è un altro lato. Meno pubblicizzate e valorizzate, ma non per questo meno importanti, vaste porzioni di persone utilizzano il tempo del riposo e dello svago per rinsaldare i legami familiari, per costruire nuove amicizie, per godere di un momento di ricerca e di sperimentazione di valori più alti: silenzio e bellezza nei luoghi della natura per un incontro più profondo con sé stessi; preghiera e meditazione nei luoghi della religiosità per coltivare e vivere un rapporto più diretto con Dio e con i fratelli; contemplazione e incarnazione nei luoghi della spiritualità e della cultura per innalzare il proprio spirito al di sopra del contingente e dell’effimero; impegno nel sociale per dedicare più tempo e più forze nella costruzione di una società più giusta e più fraterna, di relazioni sociali più positive e solidali. L’incontro dei giovani a Loreto; le adunanze degli scout per i loro 100 anni di vita; i meeting e i convegni in ogni dove del nostro Paese dicono con forza che esiste ancora una maggioranza sana e desiderosa di testimoniare e divulgare valori che sono alla radice più profonda di questa società. Non ci lasciamo ingannare dai distratti o cattivi comunicatori. La notizia non viene solo dai media, ma la possiamo trovare nel nostro palazzo, nel nostro quartiere, nel nostro lavoro, nella nostra città e più oltre. E le notizie non sono a direzione unica: guardiamo a quelle positive, divulghiamole come antidoto a quelle che ammorbano l’aria e il nostro vivere. L’anno lavorativo ricomincia. Il nostro bagaglio si è arricchito di un sano ottimismo, di speranza, oppure questa merce rara è ulteriormente diminuita? La risposta non sta solo fuori di noi, ma anche e soprattutto dentro di noi nella misura in cui siamo maturati e cresciuti.

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