Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Felicemente

Adolescenti e nuove tecnologie nel periodo post-pandemico

di Dorotea Piombo

- Fonte: Città Nuova

L’adolescenza è un periodo “naturalmente” critico per tutti gli esseri umani, ma il periodo pandemico sembrerebbe aver influito sul rapporto tra i giovani e i social media.

Foto Pexels

La letteratura nazionale e internazionale ci indica che la pandemia da COVID-19 ha avuto un notevole impatto sulla salute degli adolescenti. L’adolescenza è un periodo in cui sono presenti dei rischi relativi allo sviluppo di disturbi dell’adattamento e, in presenza di stressor ambientali, tali disturbi si potrebbero intensificare.

In particolare, la letteratura evidenzia come gli adolescenti, durante la pandemia, siano stati esposti al rischio di sviluppare sintomi depressivi e ansiogeni con conseguenti problemi relazionali, del comportamento ed emotivi, incrementando il rischio di dipendenza tecnologica.

È importante sottolineare che l’emergenza Covid ha reso sempre più invasiva la presenza delle nuove tecnologie nella vita degli adolescenti, abbassando ulteriormente l’età in cui i ragazzi entrano in possesso di uno smartphone.

Da un’indagine ANSA, emerge uno studio sugli stili di vita degli adolescenti italiani, realizzato dal Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD su un campione di oltre 10.500 studenti tra i 13 e i 19 anni. È emerso che, nell’anno della pandemia l’80% degli adolescenti ha utilizzato i social, “più che in passato” e tra questi il 45% ha precisato “molto più che in passato”; infine, il 76,5% ha affermato di non spegnere il cellulare neanche durante la notte.

Sicuramente, utilizzare piattaforme digitali, durante il periodo pandemico, in generale, ha svolto un’azione molto importante, sia per la continuità degli studi, grazie alla DAD (didattica a distanza), sia per sentirsi “a contatto” con amici e parenti.

In quel periodo l’utilizzo della rete rappresentava l’unico strumento comunicativo, ma oggi, in cui la pandemia sembra diventata un fenomeno gestibile, quanto e in che modo influisce sulla vita dei ragazzi? La tecnologia e l’utilizzo massivo dei videogiochi, sono funzionali allo sviluppo delle life skills (competenze di vita) di cui parla l’Organizzazione Mondiale della Sanità?

Da un lato, i giovani desiderano riprendere in mano la propria vita e la libertà di vivere una quotidianità che non sia “a distanza” ma “in presenza”, da un altro lato però si trovano quasi “intrappolati” in una modalità “acquisita” di comunicazione e di vivere la dimensione del gioco online. Uno studio condotto dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha evidenziato un potenziale rischio di assuefazione dalle tecnologie, in particolare per quanto riguarda i videogiochi. L’incertezza “per il futuro” si è rivelata la maggior fonte di stress.

Tuttavia sembrerebbe emerso un mantenimento delle relazioni con i genitori e il miglioramento delle relazioni amicali, oltre la presenza di una forte “resilienza” (capacità di far fronte allo stress).

In conclusione, risulta di rilevante importanza la promozione del dialogo tra giovani e adulti per favorire un uso più consapevole delle nuove tecnologie e contribuire in modo concreto allo sviluppo delle potenzialità degli adolescenti, in questo periodo così tanto critico della loro vita.

Come disse Bruner nel 1976, l’adulto dovrebbe essere capace di creare una sorta di “scaffold”, (impalcatura) per aiutare il giovane nel suo processo di apprendimento.

__

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it
_

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876