Accordo commerciale Ue-Nuova Zelanda

Un nuovo accordo tra Unione europea e Nuova Zelanda intende favorire una crescita economica sostenibile, ma anche proteggere i prodotti tipici europei.
Wellington - Nuova Zelanda (Wikipedia, Jacques Marier)

L’Unione europea (Ue) e la Nuova Zelanda hanno concluso i negoziati per un accordo commerciale che aprirà importanti opportunità economiche per le rispettive imprese e i consumatori. Inoltre, l’accordo comprende anche degli impegni senza precedenti in materia di sostenibilità, che fanno riferimento, tra l’altro, all’accordo di Parigi sul clima e ai diritti fondamentali dei lavoratori e che sono applicabili mediante sanzioni commerciali in casi estremi. L’accordo commerciale tra Ue e Nuova Zelanda contiene anche un capitolo dedicato alla popolazione aborigena dei Maori.

Gli scambi bilaterali di beni tra Ue e Nuova Zelanda sono stati pari a 7,8 miliardi di € nel 2021, mentre gli scambi di servizi hanno raggiunto 3,7 miliardi di € nel 2020. L’Ue è il terzo partner commerciale della Nuova Zelanda, rappresentando l’11,5% del commercio totale (dopo Cina e Australia). Le esportazioni della Nuova Zelanda verso l’Ue sono in gran parte dominate dai prodotti agricoli, mentre le esportazioni dell’Ue verso la Nuova Zelanda riguardano i manufatti. Infine, nel 2020, gli investimenti diretti esteri dell’Ue in Nuova Zelanda sono stati di 8,5 miliardi di € e quelli della Nuova Zelanda nell’Ue sono stati di 4,8 miliardi di €.

Secondo le previsioni l’accordo si tradurrà in una crescita degli scambi bilaterali del 30%, con un incremento potenziale delle esportazioni annuali dell’Ue che potrebbe toccare i 4,5 miliardi di €, mentre si prevede un potenziale di crescita degli investimenti dell’Ue in Nuova Zelanda dell’80%. L’accordo renderebbe possibile una riduzione dei dazi per le imprese dell’Ue di circa 140 milioni di € all’anno a partire dal primo anno di applicazione.

Nello specifico, l’accordo offrirà nuove opportunità alle imprese grazie all’eliminazione di tutti i dazi sulle esportazioni dell’Ue verso la Nuova Zelanda; l’apertura del mercato neozelandese dei servizi in settori quali i servizi finanziari, le telecomunicazioni, il trasporto marittimo e i servizi di consegna; la garanzia di un trattamento non discriminatorio nei confronti degli investitori dell’Ue in Nuova Zelanda e viceversa; un migliore accesso delle imprese dell’Ue agli appalti pubblici neozelandesi per beni, servizi, lavori e concessioni di lavori (il valore del mercato neozelandese degli appalti pubblici si aggira intorno ai 60 miliardi di € annui); l’agevolazione di flussi di dati, norme prevedibili e trasparenti per il commercio digitale e un ambiente online sicuro per i consumatori; la prevenzione di obblighi ingiustificati in materia di localizzazione dei dati e mantenimento di standard di protezione dei dati personali elevati; il supporto alle piccole e medie imprese per incrementarne le esportazioni; la riduzione significativa dei requisiti e delle procedure di conformità per consentire un flusso più rapido delle merci; impegni della Nuova Zelanda per proteggere e far rispettare i diritti di proprietà intellettuale, in linea con le norme dell’Ue.

In riferimento al comparto agricolo, i vantaggi di cui godranno gli agricoltori europei non si limitano ai tagli tariffari: l’accordo proteggerà l’elenco completo dei vini e delle bevande alcoliche dell’Ue (quasi 2000 denominazioni) tra cui Prosecco, Vodka polacca, Rioja, Champagne e Tokaji, e 163 dei prodotti tradizionali dell’Ue più rinomati (indicazioni geografiche), come i formaggi Asiago, Feta, Comté o Queso Manchego, il prosciutto Istarski pršut, il Lübecker Marzipan e le olive Elia Kalamatas.

Per quanto riguarda il Made in Italy, tra i prodotti europei protetti, oltre 650 sono quelli italiani a indicazione geografica: molti appartengono alla categoria dei vini, ma ci sono anche prosciutti (Parma, San Daniele, Toscano), olio d’oliva (Monti Iblei), carni lavorate (Bresaola della Valtellina, Finocchiona, Mortadella Bologna), formaggi (Castelmagno, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Provolone Valpadana, Taleggio) e frutta (Mela Alto Adige).

Ue e Nuova Zelanda hanno concordato ambiziosi impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile riguardanti un ampio ventaglio di questioni basate sulla cooperazione e su un’applicazione più rigorosa delle norme, che comprende la possibilità di irrogare sanzioni come misura di ultima istanza in caso di gravi violazioni dei principi fondamentali del lavoro o dell’accordo di Parigi. Il rispetto di quest’ultimo sarà inoltre un elemento essenziale dell’accordo.

Per la prima volta in un accordo commerciale dell’UE compaiono un capitolo dedicato ai sistemi alimentari sostenibili, un articolo dedicato al commercio e parità di genere e una disposizione specifica sulla riforma del commercio e delle sovvenzioni ai combustibili fossili. L’accordo liberalizza inoltre i beni e i servizi verdi al momento dell’entrata in vigore.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, osserva che «la Nuova Zelanda è un nostro partner fondamentale nella regione indo-pacifica» e che «questo accordo moderno, che offre grandi opportunità di cui beneficeranno le imprese, gli agricoltori e i consumatori di entrambe le parti, può contribuire ad aumentare del 30% i nostri scambi commerciali e contempla impegni sociali e climatici senza precedenti». Inoltre, «questo nuovo accordo tra l’Unione europea e la Nuova Zelanda giunge in un importante momento geopolitico: le democrazie, come le nostre, cooperano tra loro e producono risultati per i loro cittadini».

Il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega al commercio, Valdis Dombrovskis, enfatizza che «si tratta di un accordo commerciale di nuova generazione, in cui entrambe le parti si prefiggono di ottenere reali vantaggi economici e ambientali». Effettivamente, «nuove opportunità economiche sono fondamentali perché vi sia una ripresa dallo shock provocato dalla pandemia di COVID-19 prima e dall’aggressione della Russia contro l’Ucraina poi». Infatti «l’accordo, che offrirà alle imprese e alle PMI dell’UE molte nuove opportunità di esportare beni e servizi, contiene inoltre impegni di sostenibilità il cui livello di ambizione non trova precedenti nella storia degli accordi commerciali».

La Commissione europea presenterà l’accordo al Consiglio per la sua firma e conclusione. Una volta adottato dal Consiglio, l’Ue e la Nuova Zelanda potranno firmare l’accordo. Il testo sarà poi trasmesso al Parlamento europeo per la sua approvazione e, una volta ratificato anche dalla Nuova Zelanda, l’accordo entrerà in vigore.

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