Abusi sessuali, papa Francesco: È il momento della vergogna

Dopo la presentazione di un rapporto scioccante sui numeri degli abusi sessuali commessi da membri della Chiesa in Francia negli ultimi settant'anni, papa Francesco ha espresso il suo dolore e la sua tristezza per le vittime. «La Chiesa - ha affermato - sia una casa sicura per tutti».
Foto Vatican Media/LaPresse

«Questo è il momento della vergogna. La mia vergogna, la nostra vergogna». È addolorato papa Francesco mentre commenta i numeri scioccanti degli abusi sessuali commessi in Francia dal 1950 ad oggi da esponenti della Chiesa.

Secondo le 485 pagine del rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa, sono circa tremila (dai 2.900 ai 3.200) i sacerdoti, i religiosi e le religiose che hanno aggredito sessualmente circa 216mila persone, di cui l’80% sono minorenni, la maggior parte dei quali di età compresa tra i 10 e i 13 anni. Il numero sale a 330mila, tuttavia, se si considerano anche le violenze commesse dai laici che operano nella Chiesa. E i dati, purtroppo, sono stimati al ribasso.

Una situazione terribile e inaccettabile. Addolorato, mortificato, nel corso dell’udienza generale di stamattina papa Francesco ha espresso alle vittime degli abusi «la mia tristezza e il mio dolore per i traumi che hanno subito e la mia vergogna, la nostra vergogna, la mia vergogna – ha sottolineato ancora il pontefice –, per la troppo lunga incapacità della Chiesa di metterle al centro delle sue preoccupazioni, assicurando loro la mia preghiera. E prego e preghiamo insieme tutti: “A te Signore la gloria, a noi la vergogna”: questo è il momento della vergogna».

Papa Francesco ha incoraggiato i vescovi, i superiori religiosi e tutti i presenti all’udienza, e possiamo dire tutti i cristiani, «a continuare a compiere tutti gli sforzi affinché drammi simili non si ripetano. Esprimo ai sacerdoti di Francia vicinanza e paterno sostegno davanti a questa prova, che è dura ma è salutare, e invito i cattolici francesi ad assumere le loro responsabilità per garantire che la Chiesa sia una casa sicura per tutti».

Realizzato dopo 32 mesi di lavoro, il rapporto che ha sconvolto la Chiesa cattolica, non solo francese, è stato consegnato (come si vede nel video in francese) da Jean-Marc Sauvé, presidente della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase), a Eric de Moulins-Beaufort, presidente della Conferenza episcopale francese (Cef), e a suor Véronique Margron, presidente della Conferenza dei religiosi e delle religiose francesi (Corref).

La Chiesa, ha affermato Sauvé, deve riconoscere le proprie responsabilità per gli errori che ci sono stati e per non aver accolto le denunce delle vittime. Ha anche auspicato riparazioni economiche per le vittime: un risarcimento che non va visto come un “regalo”, ma come un debito della Chiesa nei confronti di chi ha subito abusi. Come papa Francesco, anche il Corref ed Eric de Moulins-Beaufort (Cef) hanno espresso vergogna, orrore, ma anche la ferma volontà ad agire per purificare la chiesa.

Quanto accaduto in Francia in questi decenni, col silenzio complice delle gerarchie ecclesiali, che hanno messo in dubbio, se non coperto le denunce, è solo una nuova pagina nerissima del grande capitolo degli abusi nella Chiesa. Violenze di cui i papi, non solo Francesco, hanno più volte chiesto perdono, che non dovranno mai più essere tollerate, giustificate, coperte. La Chiesa, come ha sottolineato Bergoglio, deve essere considerata una casa sicura per tutti. Una casa in cui mai più si dovrà far finta di non vedere.

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