Abruzzo al voto

Per le elezioni regionali. Una banco di prova, utile a misurare la tenuta di alleanze e coalizioni.
La combo mostra Marco Marsilio (S) e Luciano D'Amico. ANSA/ASSIMO PERCOSSI/LUCA PROSPERI

Il 10 marzo si vota in Abruzzo per l’elezione del presidente della Regione polmone verde d’Europa e per il rinnovo del Consiglio regionale. Dopo cinque anni dall’elezione di Marco Marsilio, il primo candidato di FdI ad assumere tale carica nel 2019 con il 48% di preferenze, i cittadini sono nuovamente chiamati alle urne in un clima che si preannuncia carico di aspettative e promesse, specie dopo la vittoria in Sardegna, del centrosinistra, con Alessandra Todde. Due i candidati alla presidenza. A sfidare l’ex governatore uscente, Marco Marsilio, candidato del centrodestra, Luciano D’Amico, per il centrosinistra.

Le urne resteranno aperte dalle 7 alle 23. Non sarà possibile il voto disgiunto, ovvero non si potrà votare per un candidato Presidente e per una lista dello schieramento opposto, come invece è accaduto in Sardegna. Inoltre, se si sceglie il candidato è possibile anche barrare una delle liste che lo sostengono, ma se si barra solo la lista il voto va in automatico al candidato. La legge elettorale per queste regionali, prevede, che sarà eletto al primo turno il candidato che ha preso il maggior numero di voti, indipendentemente dalla percentuale raggiunta.

Per quanto riguarda i consiglieri, sono ammesse al massimo due preferenze purché alternati (un uomo e una donna) e appunto, legati alla lista scelta. Se si votassero due persone dello stesso sesso, invece, sarà considerato valido solo il primo voto. Al Consiglio regionale saranno eletti 29 consiglieri (otto della circoscrizione di Chieti, sette ciascuna per quelle di L’Aquila, Pescara e Teramo), più il nuovo Presidente, nonché il candidato arrivato secondo.

Dicevamo che il voto in Abruzzo sarà occasione per testare la tenuta di alleanze, specie tra Democratici e Movimento Cinque Stelle, ma anche, eventualmente, di misurare la forza della coalizione di centrodestra capitanata da Fratelli d’Italia. Il centrosinistra spera in un effetto domino dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna, che inizi in Abruzzo per poi arrivare fino alle prossime regioni al voto, ovvero Umbria e Basilicata. Martedì 5 marzo, intanto, la premier, con gli altri leader della colazione Tajani e Salvini, è stata a Pescara per il comizio con il candidato Marsilio augurandosi «che riesca nell’impresa di essere il primo presidente d’Abruzzo riconfermato». Si augura invece, uno scarto di poco in Abruzzo per vincere, ma «l’importante è che ci sia un rinnovamento per questa terra – ha detto nei giorni scorsi Giuseppe Conte in visita in Abruzzo -. Speriamo davvero in questo rinnovamento con Luciano D’Amico, uomo competente, capace e onesto – ha continuato il leader del M5S -, che possa migliorare la qualità di vita e dare un futuro migliore all’Abruzzo». Anche Alessandra Todde, vincitrice delle elezioni di Sardegna, sarà in Abruzzo per sostenere il candidato del centrosinistra, venerdì 8 marzo a chiusura della campagna elettorale.

È di questi giorni, altresì, la notizia della segnalazione da parte della commissione antimafia di due candidati consiglieri che risultano “in violazione del codice di autoregolamentazione”. Si tratta di Simona Fernandez candidata con Alleanza Verdi Sinistra e Sinistra-Abruzzo Progressista e Solidale, e di Vincenzo Serraiocco, candidato con Noi Moderati. Per quest’ultimo, il Gup di Pescara ha disposto il giudizio di concorso in reato continuato di bancarotta fraudolenta; mentre per Simona Fernandez con il decreto del Gip del Tribunale di Taranto, risulta disposto il giudizio per concorso nel reato di frode nelle pubbliche forniture.

Ma conosciamo meglio i due candidati in lizza per la posizione di presidente della Regione.

Marco Marsilio è il candidato di Fratelli d’Italia, classe ’68 di Roma, da genitori di Tocco da Casauria (Pe). È in FdI dalla nascita del partito (2012). Laureato in Filosofia alla Sapienza di Roma, prima consigliere del Municipio I di Roma negli anni dal 1993 al 1997, poi consigliere comunale a Roma per tre mandati. Eletto alla Camera dal 2008 al 2013 con Il Popolo delle Libertà, poi al Senato nel 2018 con FdI. Dall’anno successivo governatore in Abruzzo. Attualmente vicepresidente del gruppo dei Conservatori e riformisti europei, presieduto da Giorgia Meloni. Il candidato è sostenuto anche da Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Udc-Dc con Rotondi. Tra i punti chiave del suo programma: nuove infrastrutture che rafforzino autostrade e ferrovie (tra cui l’alta velocità sulla Pescara Roma); l’apertura di nuovi cantieri ospedalieri con i fondi provenienti dal Pnrr; rilancio delle aree interne post-sisma e degli investimenti per nuove imprese sul territorio.

Luciano D’Amico, candidato  del Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, classe 1960, è di Torricella Peligna (Ch). Economista e docente ordinario di economia aziendale all’Università degli Studi di Teramo. Laureato in Economia all’Università di Chieti-Pescara, ha ricoperto la carica di preside della Facoltà di scienze della Comunicazione, di rettore dell’Università di Teramo (2013-2018) e di presidente del Trasporto Unico Abruzzese (Tua). Già candidato alle regionali del 2019 come consigliere per la provincia di Teramo con il candidato di centrosinistra Giovanni Legnini. D’Amico è sostenuto da un campo molto largo di ben sei liste. Si tratta di Pd, M5S, Azione, Alleanza Verdi e Sinistra e Democrazia Solidale, Italia Viva con Partito Socialista Italiano e +Europa, e della lista civica Abruzzo Insieme D’Amico presidente. Nel programma di D’Amico, i punti essenziali sono: per quanto riguarda la sanità, la riduzione delle liste d’attesa; la transizione ecologica; il miglioramento delle vie autostradali e ferroviarie; il contrasto all’abbandono del territorio e la lotta alla disoccupazione giovanile con l’apertura verso nuove aziende sul territorio.

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