A Trento con Chiara Lubich

Gli allievi dell’Opera Serafica con la loro maestra ChiaraLubich.
Chiara Lubich

I luoghi non sono casuali, spesso nascondono un destino. Hanno i volti di uomini e donne che li abitano. Segnano il carattere e la vocazione di una persona, il suo itinerario umano e spirituale. Così è stata Trento per Chiara Lubich. Il giornalista Franco de Battaglia percorre le vie e i rioni della città, luoghi noti e anonimi frequentati da Chiara e dalle sue prime e primi compagni, che proprio in questi atri nascosti diedero vita, più di sessanta anni fa, ad una corrente spirituale che oggi ha raggiunto metropoli e altipiani, moschee e sinagoghe, teatri e favelas.

De Battaglia trasferisce questo itinerario nel libro A Trento con Chiara Lubich – Le parole dei luoghi (Il Margine ed.) e ne fa un colloquio con la fondatrice dei Focolari su temi e domande ancora attuali: le guerre che continuano, i dubbi che lacerano l’umanità, il grido di Gesù che continua a interrogare la storia. Trento, città del Concilio e della divisione tra i cristiani, diventa sorgente del carisma dell’unità. A tre anni dalla morte di Chiara, una giornata ecumenica internazionale con più di mille partecipanti appartenenti a 25 Chiese ha scritto un pezzo di storia dello Spirito, mostrando un popolo già unito, già luogo di accoglienza delle differenze che non separano.

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