A Pesaro vince la giovinezza

“Eighteen” premiato alla 46a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. L’omaggio a Lizzani.
Eighteen
Tae-hoon e Mi-jung hanno diciott’anni e si amano. Ma i genitori li ostacolano finché non approderanno al college. Faranno di tutto, i due ragazzi, per mantenere vivo il loro amore e l’anno dopo, chiuso col liceo, potranno finalmente volersi bene. È una tenera, convincente storia di sentimenti freschi questa del sudcoreano Jang Kun-jae, 33 anni, che racconta così il suo periodo liceale. E il festival pesarese, da sempre attento alle promesse del “nuovo cinema”, l’ha giustamente premiato, insieme ad altre opere emergenti, come il giapponese Miyoko – il rapporto ossessivo tra un artista e l’oggetto del suo desiderio – di Yoshifumi Tsubota e il russo Kislorod/Oxigen di Ivan Vyrypayev che rivisita i dieci comandamenti in un collage sull’attualità trasversale della società russa.

 

Un mondo, quello dell’ex Unione Sovietica, ampiamente rivisitato dal festival grazie ad una nutrita rassegna sul suo cinema dei nostri giorni. Forse non ci sono dei geni, ma certo alcuni dei giovani autori ne hanno di cose da dire, con uno sguardo lucido e anche crudele su un mondo stravolto dal crollo del 1989 e bisognoso di nuove sicurezze.

 

Se i giovani, registi interpreti e pubblico, sono un piatto forte della rassegna, da sempre Pesaro rilancia l’amore anche per chi al cinema ha dato la sua vita. Quest’anno è toccato a Carlo Lizzani, classe 1922, con una retrospettiva. Ne Il mio Novecento, un video realizzato per la mostra, il regista ha raccontato il “secolo breve”, di cui è stato testimone, grazie al montaggio di alcune immagini dei suoi film. I quali poi sono stati proiettati, dando modo al pubblico di apprezzarne il talento eclettico.

 

Anche nel giugno 2010 Pesaro si è confermato dunque un «luogo dello spirito» (Pasolini), nel senso di atmosfera e di fermento culturale, dove passato e presente si incrociano e dialogano fervidamente. Questo festival, discreto come i suoi organizzatori, si rivela da 46 anni un vivaio di talenti e di speranza per il cinema. Con un messaggio ai distributori, perché credano ancora, in questi tempi difficili, nella Settima Arte.

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