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Cultura > Arte e Spettacolo

Suburra

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


Stefano Sollima porta al Cinema la Roma corrotta del 2011, con interpreti di qualità come Pierfrancesco Favino, Elio Germano e Claudio Amendola. Un film duro, ben recitato, che non dà tregua e fa pensare

Elio Germano

Suburra
Stefano Sollima, con interpreti come Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola filma un crimen-story  tutto italiano nella Roma del 2011: una “grandissima bellezza” diventata “massima bruttezza” morale. Politici, boss, prelati,  ex zingari malavitosi: potere e corruzione, come nel quartiere malfamato dell’antica Roma. Ma il film vola più alto delle storie reali-fra cui l’abdicazione di papa Ratzinger, la caduta del governo Berlusconi nel 2011…- del politico corrotto Favino, del boss Amendola, del “magnaccia” Germano nel progetto di fare di Ostia una nuova Las Vegas. Sollima infatti affresca un mondo spietato, notturno e fangoso: è il Male che avvolge ogni città, non solo Roma. Simbolico, apocalittico, ben recitato (specie Amendola) non dà tregua, fa soffrire, pensare. I rimandi a certo cinema di genere americano – e a certe fiction o a lavori come Romanzo criminale – ovviamente non mancano, ma la specificità di questo lavoro sta nell’aria di squallore morale, pur talora troppo insistito, che genera intorno nient’altro che dolore ed assenza di speranza.

 

The Lobster
Un Colin Farrell ingrassato e imbruttito è un single trasferito in un hotel in cui è obbligato, insieme agli altri ospiti, a trovarsi un partner entro 45 giorni: se fallisce, verrà portato in un bosco e diverrà un animale. Claustrofobico, spietato e insieme alienante, il racconto diretto con furbizia da Yorgos Lanthimos non perde un colpo nell’intrecciare dubbi e paure, frustrazioni e voglia di libertà. Farrell infatti riesce a fuggire, ma a caro prezzo, come narra il film immerso tra boschi, fango e disperata ricerca di amore.

 

Woman in gold
La sempreverde, perfettissima Helen Mirren è una signora ebrea che ora vive in America e decide di reclamare dal governo austriaco i quadri di Klimt sottratti alla sua famiglia durante il nazismo ed ora esposti a Vienna. Lotta dura ed impari con il governo austriaco, ma la donna è determinata ed aiutata da un giovane avvocato. Il film è scorrevole, recitato perfettamente, chiaro nella fotografia e nei costumi, ma anche dolente nel ricordo delle persecuzioni naziste. Il dolore onnipresente è temperato dalla speranza e ciò conferisce al racconto, diretto da Simon Curtis, più che la consueta rivendicazione ebraica, una narrazione sulla forza della fede nella giustizia.

 

 

Escono anche: il delizioso Lo stagista inaspettato con un carismatico”vecchietto” Robert De Niro; Maze Runner: la fuga, sequel della saga dei giovani prigionieri dell’organizzazione criminale WCKD; Io sono Ingrid, documentario sulla Bergman dello svedese Stig Bjorkman.

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