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Gran Bretagna, confermata la vittoria dei laburisti

di Chiara Andreola

Lo scrutinio non è ancora ultimato, ma il partito guidato da Keir Starmer dovrebbe avere tra i 405 e i 410 seggi su 650, contro i circa 120 dei Conservatori

Stavolta i sondaggi non hanno sbagliato di molto. Il partito laburista inglese era dato, nelle previsioni più rosee, al 40% con 450 seggi: a risultati ancora non definitivi è attorno al 35%, con una forbice tra i 405 e i 410 seggi. Una solida maggioranza dunque, come ci si aspettava, contando che i seggi totali sono 650.

Leggermente meglio delle previsioni i Conservatori, poco sotto il 25% con 120 seggi: anche se quelli ancora in bilico venissero assegnati a loro si tratterebbe comunque di un minimo storico, con un calo del 20% rispetto alle scorse elezioni. Più o meno in linea con le previsioni il 14% dei riformisti e il 12% dei liberaldemocratici, che si sono però tradotti (in base a come i voti si sono distribuiti nelle varie circoscrizioni) in una proiezione di 71 seggi per i libdem e appena 4 per i riformisti.

A ricevere l’incarico di formare un governo da re Carlo sarà quindi il leader laburista Keir Starmer, avvocato specializzato in diritti umani, che da figlio di operai si è fatto strada fino ai livelli più alti della giurisprudenza e della politica. «Ce l’abbiamo fatta! Il cambiamento inizia ora. Il partito laburista è cambiato, è pronto a servire il nostro Paese, pronto a riportare la Gran Bretagna al servizio dei lavoratori. Il mandato comporta grandi responsabilità. Dobbiamo riportare la politica al servizio del pubblico. Questa è la grande prova della politica in quest’epoca: la lotta per la fiducia è la battaglia che definisce la nostra epoca. Prima il Paese, poi il partito è un principio guida», sono state le sue parole di annuncio della vittoria, come riportato dal Guardian.

Da segnalare che, nonostante queste siano state da più parte dipinte come elezioni “epocali”, non hanno appassionato molto i britannici: l’affluenza è stata al 61%, la più bassa dal 2005.

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