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Italia > Società

Difendersi dal gioco patologico

di Silvano Gianti

- Fonte: Città Nuova

Una proposta di legge è stata presentata al Convegno della Fondazione antiusura della diocesi di Genova contro il gioco d’azzardo

Cardinal Bagnasco

“Gioco d’Azzardo e usura. Conseguenze su famiglia e società” è stato il tema dibattuto a Genova in un convegno promosso dalla Fondazione antiusura della diocesi, durante il quale è stata presentata una proposta di legge nazionale da presentare alle Camere. La proposta di legge contiene, tra l’altro, il divieto di fare pubblicità, anche sul web, a slot machines, lotterie, lotto, gratta e vinci, schedine e a tutti i giochi con premi in denaro; il divieto di gioco per i minorenni; l’obbligo di informare in maniera chiara sui rischi della dipendenza dal gioco d’azzardo, un po’ come avviene per i danni da fumo sui pacchetti di sigarette.
 
La proposta di legge prevede inoltre che una percentuale delle entrate del comparto giochi sia destinata a un nuovo fondo dedicato al contrasto della dipendenza da gioco patologico e al fondo già esistente contro l’usura, dato che chi gioca in maniera compulsiva è soggetto a perdere grosse somme di denaro, spesso superiori alle sue entrate. La filosofia che sottende questa proposta di legge è considerare il gioco un’attività nociva, alla stregua delle sigarette. Tollerata perché l’inefficacia del proibizionismo è ben nota, ma non per questo incoraggiata e promossa.
 
Al contrario bisogna passare a una linea di grande fermezza sulla strada della deterrenza e della prevenzione. Un opuscolo sul gioco responsabile sarà diffuso nelle scuole secondarie superiori dai monopoli di Stato e raggiungerà oltre 70 mila studenti in accordo con gli uffici scolastici. La notizia è stata diffusa nel corso del convegno.
 
L’opuscolo, illustrato dal sociologo Luca Iori dell’associazione Libera-mente, è nato per ammonire i giovani sul gioco compulsivo; in verità, secondo Iori, l’opuscolo sostiene che chi non gioca è un «integerrimo bacchettone», facendo passare così un messaggio negativo e di fatto spronando al gioco. Per l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco: «La menzogna va sempre dichiarata tale». Altrettanto duro il commento sulle campagne pubblicitarie sul gioco: «La falsità sistematica di certa pubblicità è delittuosa. Uccide il modo corretto di pensare e agire. È un attentato alla società».
 

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