Sant’Agostino testimonia che: «È da tutte le regioni che il Vangelo è venuto in Africa». Con tutta probabilità fu Cartagine (oggi in Tunisia), all’epoca principale centro di commercio e cultura della provincia romana di Mauritania, che fin dal I secolo vide fiorire le comunità cristiane. Dalla fine del II secolo è documentata l’esistenza di comunità cristiane già ben impiantate in tutta quella che all’epoca si chiamò Africa Proconsolare (comprendente le fasce costiere delle attuali Libia, Tunisia, Algeria, Marocco).
Il cristianesimo continuò a svilupparsi sulla costa mediterranea africana occidentale fino al V secolo: Agostino di Ippona e sua madre Monica, che vissero a cavallo tra il IV e il V secolo, erano berberi. Tra il II e il V secolo emersero diverse personalità cristiane di rilievo originarie dell’Africa romana, di lingua latina: oltre ai 3 papi romani (Vittore, Milziade e Gelasio), sono note le figure di Tertulliano, Minucio Felice, Cipriano di Cartagine, Lattanzio e Fulgenzio di Ruspe; ma anche di Donato, vescovo di Case Nere in Numidia, fondatore della chiesa donatista, poi dichiarata eretica. Nel 430, al tempo della morte di sant’Agostino, si imposero lungo tutta la costa occidentale nordafricana i vandali ariani, che a metà del VI secolo verranno sconfitti e sostituiti dai bizantini.
Con le invasioni arabo-islamiche del VII secolo le comunità cristiane iniziarono rapidamente a scomparire dal Nordafrica: in pochi secoli rimasero soltanto le comunità copte egiziane ad oriente, e quelle etiopiche più a sud. E questa situazione continuò con il passaggio al Maghreb ottomano (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia) dal XVI fino al XIX secolo. La Chiesa cattolica fu reintrodotta nel Nordafrica occidentale con la conquista francese dell’Algeria: la diocesi di Algeri venne istituita nel 1838. Nell’Algeria francese i coloni crebbero fino ad essere circa un milione, in gran parte cattolici. Ma con l’indipendenza del Paese, nel 1962 la maggior parte di loro lasciò l’Algeria (i cosiddetti Pieds-noirs). All’inizio degli anni ’80, i cristiani algerini erano circa 45 mila, in gran parte di origine straniera o membri di famiglie miste.
Negli anni ’90, durante la guerra civile algerina (1992-2002) anche i cristiani divennero oggetto di attacchi da parte di gruppi estremisti armati: tra le vittime degli attacchi ci furono nel 1996 i 7 monaci trappisti di Tibhirine e il vescovo cattolico di Orano, Pierre Claverie. Su una popolazione di circa 48 milioni di abitanti, oggi i cattolici sono solo alcune migliaia, generalmente stimati in meno di 10 mila persone. La comunità cattolica è composta soprattutto da studenti africani subsahariani, lavoratori migranti, diplomatici, religiosi e religiose, espatriati. Attualmente la Chiesa cattolica algerina, è articolata in 4 diocesi: l’arcidiocesi metropolitana di Algeri con le due suffraganee di Orano ad ovest e di Costantina ad est. La quarta diocesi, legata direttamente alla Santa Sede, è quella di Laghouat-Ghardaïa, che comprende tutta la parte meridionale e sahariana del Paese, a partire dai monti dell’Atlante.

Fedeli sahrawi pregano durante le celebrazioni del 50° anniversario della Repubblica Sahrawi ad Aousserd (Algeria), proclamata nel 1976 dal Fronte Polisario dopo il ritiro spagnolo, simbolo dell’identità e della richiesta di indipendenza. Credit: ANSA/EPA/Mohamed Messara.
Secondo le statistiche ufficiali, più del 97% della popolazione algerina è di religione islamica, i cristiani sono una minoranza dello 0,3%. E fra i cristiani solo un terzo è cattolico (0,1%), e due terzi protestante. Tra le principali denominazioni c’è la Chiesa protestante d’Algeria: una federazione nata dall’unione di Chiese riformate e Chiese metodiste, con l’adesione successiva di Mennoniti ed Esercito della Salvezza. Anche la Chiesa Avventista del Settimo Giorno è presente ad Algeri. Pur essendo l’islam religione di stato, in Algeria la pratica e l’espressione di altre fedi, pur soggette a regole, limitazioni e controlli, è comunque garantita dalla legge. A livello sociale, ci sono vari divieti, formali o consuetudinari: un non musulmano non può, per esempio, sposare una donna musulmana, a meno di non convertirsi all’islam. E se la legge non proibisce formalmente ai musulmani di convertirsi ad un’altra religione, pare che alcune conversioni al cristianesimo ci siano, ma che siano mantenute in incognito per evitare sanzioni sociali.
