È morto a Varese la sera del 19 marzo 2026, all’età di 84 anni, il fondatore della Lega, Umberto Bossi. Le sue condizioni di salute, già non ottimali dopo l’ictus del 2004 – che pure non lo aveva scoraggiato dal riprendere l’attività politica – si erano aggravate negli ultimi giorni.
Unanime il cordoglio del mondo politico, e non solo dei suoi compagni di partito. Il presidente Mattarella ha espresso «il suo sincero cordoglio per la scomparsa di […] un leader politico appassionato e un sincero democratico»; Matteo Salvini ha scritto su X «Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita»; il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha affermato che «con la scomparsa di Umberto Bossi perdo un amico, un pezzo della nostra storia politica».
Condoglianze anche dall’altro fronte politico, da quelle della leader Pd Elly Schlein, a quelle del capogruppo Pd in Senato Francesco Boccia, che ha parlato di «un uomo che ha sicuramente segnato, per più di venti anni, la storia politica del nostro Paese. Sincero avversario, combattente, ha portato, con la sua Lega, il tema dell’autonomia nel dibattito politico».
