Non ha avuto grande accoglienza sui media l’appello lanciato a fine dicembre 2025 da un nutrito numero di organizzazioni della società civile italiana e dalla comunità sudanese in Italia di dare maggiore spazio alle notizie sulla situazione catastrofica nel Paese africano per far comprendere le cause di una tale tragedia e le azioni politiche necessarie per fermare la strage in corso oltre lo stanziamento degli aiuti umanitari.
Per tale ragioni, appellandosi direttamente all’opinione pubblica raggiungibile tramite i canali web, le stesse realtà della società civile propongono un momento di approfondimento o line che sarà trasmesso in diretta lunedì 2 febbraio 2026 dalle ore 17 per rimanere poi disponibile sui canali delle relative associazioni a partire da quello di Rete italiana Pace e Disarmo.
In sostanza si tratta di andare oltre gli aiuti umanitari indispensabili per la popolazione che il nostro Paese ha meritoriamente stanziato con l’operazione Italy for Sudan promossa dal ministero degli Esteri. Proprio il giorno di Natale, è partito, come ha avvertito la Farnesina, un volo «con un primo carico di 25 tonnellate di aiuti umanitari destinati a 2.500 studenti di scuole frequentate da figli di famiglie sfollate e gestite dalla parrocchia di Port Sudan».
Ma, come ha spiegato il religioso comboniano fratel Antonio Soffientini nell’intervista a Città Nuova, occorre agire politicamente perché venga interrotto il flusso di armi che alimenta il conflitto in quel Paese. «La guerra in Sudan, sebbene combattuta da sudanesi, – ha detto Soffientini -non serve gli interessi del popolo sudanese. Al contrario, è funzionale agli interessi di attori esterni, primi fra tutti gli Emirati Arabi Uniti, che dal Darfur estraggono oro e petrolio, lucrando enormemente sulle condizioni di instabilità».
Come pone in evidenza la Caritas internazionale, in questo anno 2026 si raggiungerà «la soglia drammatica dei mille giorni di guerra in Sudan, segnati da violenze diffuse, atrocità impunite e dalla più grave crisi umanitaria e di sfollamento al mondo». «Mille giorni che hanno costretto più di 33 milioni di persone a sopravvivere di aiuti umanitari, sempre più scarsi e per alcuni inaccessibili. Mille giorni di fame, utilizzata come arma di guerra, che uccide migliaia di persone e bambini. Mille giorni in cui, quasi 12 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case, molte delle quali vivono in campi sovraffollati o rifugi improvvisati e affrontano violenza di genere, fame e focolai di malattie. Mille giorni, che hanno distrutto o danneggiato il 70% degli ospedali, lasciando 2 sudanesi su 3 senza assistenza sanitaria. Mille giorni di atrocità che continuano impunemente nel silenzio e l’invisibilità nel resto del mondo e in Italia in particolare. Mille giorni di armi che continuano ad alimentare la guerra e i crimini di guerra».
Far conoscere il Webinar del 2 febbraio, farlo circolare riprendendone i contenuti, vuol dire rompere la cappa di silenzio dettata da un sistema dei media che ritiene “non notiziabile” la sofferenza di milioni di persone. Ma conoscere senza poi agire di conseguenza a tutti i livelli per cercare di fermare la strage in corso, vuol dire far parte della “globalizzazione dell’indifferenza” indicata come una grave tentazione da papa Leone XIV nel suo messaggio agli abitanti di Lampedusa, esempio vivente della solidarietà e vicinanza con il continente africano.
Nell’appello alla stampa italiana le associazioni chiedevano di mettere in risalto le notizie come quella dell’attacco sferrato «con droni del 4 dicembre contro un ospedale e un asilo a Kalogi, in cui sono morte 114 persone, tra cui 63 bambini. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione mondiale della sanità, Unione africana e Nazioni Unite, in Sudan si registrano rapimenti, violenze sessuali, detenzioni arbitrarie e reclutamento di minori, in un quadro di escalation che rischia di sfociare in ulteriore violenza e devastazione».
L’iniziativa è promossa da ACLI – Amnesty International Italia – ANPI – AOI – ARCI – Baobab experience – Caritas Italiana – COMITATO INTERNAZIONALE PER LA PACE IN SUDAN – Comunità Sant’Egidio – Comunità sudanese in Italia – Economia Disarmata Movimento dei Focolari Italia – Emergency – FOCSIV – Fondazione Nigrizia ONLUS – Medici senza frontiere – Missionari comboniani in Italia – Rete italiana pace e disarmo – Un Ponte Per