Interessanti due diversi lavori scientifici pubblicati in questi primi giorni del 2026. Il primo[1] è una ricerca scientifica che sembra dipanare i dubbi ancora presenti in merito alla relazione esistente tra stress, ansia e depressione con gli eventi avversi cardiaci maggiori – MACE: morte cardiovascolare, infarto cardiaco ed ictus cerebrale, rivascolarizzazione coronarica.
I dati sono stati ottenuti dallo studio su 85.551 soggetti arruolati nella Mass General Brigham Biobank (anni 2010-2020) in cui un sottogruppo è stato sottoposto a PET (tomografia a emissione di positroni) per valutare l’attività neurale correlata allo stress e il rapporto tra l’attività di due aree cerebrali (amigdala e corteccia prefrontale). È stata inoltre registrata la variabilità della frequenza cardiaca (indicatore dell’attività del sistema nervoso autonomo) e la PCR (proteina che si innalza nell’infiammazione).
3.078 soggetti (3,6%) hanno sviluppato MACE dopo 3 anni di osservazione. La depressione è stata associata a un rischio significativo maggiore di eventi (aumento del 24%), con una associazione ancor più forte (35%) se ansia e depressione erano concomitanti, anche aggiustando per fattori demografici, socioeconomici e stili di vita. Con tali risultati depressione e ansia possono quindi essere oggi associate in modo indipendente a un aumento di MACE, in parte mediato da un’aumentata attività neurale connessa allo stress, e da una conseguente disregolazione del sistema nervoso autonomo e immunitario, spesso tra loro correlati.
Il secondo lavoro[2] riguarda il Rapporto Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani, pubblicato dal Censis, da cui emerge che 3 italiani su 4 (74,1%) ha avuto esperienze dirette o indirette con problemi di salute mentale e quasi la metà (46,7%) è convinto che il benessere fisico dipenda da quello psicologico. Per una quota crescente della popolazione – 29,4% che diventa 41,9% tra i giovani – risulta che la propria salute mentale è un pensiero quotidiano o frequente; tale dato riflette l’impatto che persiste dopo la pandemia e che trova conferma anche dai più recenti dati Istat, secondo cui aumenta in questi ultimi anni la percentuale di giovani che dichiarano forme di grave disagio psicologico.
Il Rapporto evidenzia però come permane una distinzione culturale, spesso errata, tra salute del cervello e salute mentale. Il 62,8% degli italiani tende infatti a separare le malattie neurologiche e del neuro sviluppo dai disturbi psichiatrici, mantenendo vivo lo stigma nei confronti delle patologie psichiatriche, ancora associate a vergogna e discriminazione. Infine, i fattori ritenuti più importanti per promuovere la salute mentale appaiono trasversali, coniugando aspetti individuali, come stili di vita sani (64,5%), relazioni familiari e vita sociale positive (52,2%) ed equilibrio tra lavoro e vita privata (39,3%), a quelli più legati ai determinanti sociali e ambientali, come un ambiente di vita socialmente non degradato (28,3%), confermando ancor più quanto la salute e l’invecchiamento di successo sia un fenomeno multifattoriale e non solo fisico, come anche da noi pubblicato in passato[3].
Ecco perché gli investimenti governativi, e non solo, devono oggi tener conto dei tanti elementi necessari per una reale promozione trasversale della salute, e della pluralità di agenti che andrebbero attivati nei diversi ambiti, coinvolgendo le regioni e gli enti locali, e potenziando il terzo settore, con una particolare attenzione alla formazione nelle scuole fin dalla giovane età, se non dall’infanzia.
[1] Depression and Anxiety Associate With Adverse Cardiovascular Events via Neural, Autonomic, and Inflammatory Pathways – Abohashem S. et al. in Circulation: Cardiovascular Imaging, Volume 19, Number 1/2026, in https://doi.org/10.1161/CIRCIMAGING.124.017706.
[2] Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani – Rapporto Censis/Lundbeck Roma – Gennaio 2026, scaricabile da https://www.censis.it/sanita-il-benessere-del-cervello-e-della-mente-come-dimensione-essenziale-della-salute/.
[3] Libro Vivere a lungo con successo – Valter Giantin – Città Nuova editrice 2021 – ISBN-13 978-8831123242.