Dipinti, disegni, fotografie, documenti audiovisivi nella mostra dedicata ad un uomo dalla curiosità e dalla fantasia insaziabile. Non solo surrealista visionario, ma intellettuale, star mondiale e narciso insopprimibile. Barocco e spirituale, religioso e pagano, cubista e tradizionalista. Quante persone racchiuse in una sola che si considerava con Picasso, l’amico-nemico, il “genio” dell’arte moderna, estremo come Pablo.
La sua fantasia è onnivora come la sua arte, ricca di soluzioni innovative ma partendo da una formazione accademica capace, come Picasso, di disegnare come un Raffaello e di inventare soluzioni rivoluzionarie come Pablo, da ardente estroso spagnolo e di far risplendere le illustrazioni originali della Commedia dantesca o della Bibbia.
Il centro della rassegna romana è rappresentato dall’olio su tela Autoritratto con il collo di Raffaello (Figueres, Fundaciò Gala-Salvador Dalì, 1921 circa, foto) dove si paragona al dipinto (Firenze, Uffizi) del Sanzio, esposto nella mostra. Se l’opera di Raffaello mostra il suo sguardo verso di noi, tra il languido il timido e l’ambizioso, vestito secondo la moda del primissimo ‘500, Dalì ci guarda anche lui, gli occhi celeste acquoso sullo sfondo del golfo, della costa, di un cielo dorato. Sguardo risoluto, sicuro di sè, dal collo lungo di cigno dentro a tinte delicate, sfumate e inaspettatamente dolci.
Dalì si autocelebra confrontandosi con Raffaello. Lo re-interpreta. Lo fa anche con l’amato Velàzquez de Las Meninas: l’Infanta Margherita al posto della bambina bionda diventa una veste serica a chiazze dorate e il volto una sorta di luna pallida, mescolando citazione a surrealtà. Si confronta pure con Vermeer e la sua Merlettaia: la fa divenire un’ombra nel fondo grigio, indistinto. Dalì si confronta con i grandi del passato, li ammira e li sfida.
Poi però è sempre lui, fantasioso al grado estremo. L’Ascensione di Santa Cecilia del 1955 si fa una esplosione di ”frammenti” metallici “musicali” in un concerto fra cielo e una terra indistinta e e velata. Nell’illustrazione del libro 50 Secrets of Magic Craftsmanship ci presenta tre vortici come cicloni entro i quali pone figurine a penna ed inchiostro. La fantasia non ha tregua. Non conosce confini: la sfida con i geni continua, come ha fatto Picasso e farà Bacon.
Dalì Rivoluzione e tradizione. Roma, Palazzo Cipolla. Fino al 2/2.