Ricorrono, in questo inizio di 2026, i 50 anni dalla scomparsa della scrittrice inglese Agatha Christie: indiscussa maestra del romanzo poliziesco, regina del giallo al punto da far definire quelli buoni − nei quali fino alla fine non sai chi sia stato il colpevole − i gialli alla Agatha Christie. Da lungo tempo il cinema e la televisione attingono ai suoi plot: agli snodi e alla creatività chirurgica di questa famigerata penna mondiale, icona della suspence per oltre mezzo secolo. Quello denso e doloroso delle due guerre mondiali e di altre tragedie.
Decine e decine − tra romanzi e racconti − le opere scritte da Agatha Christie, nelle cui pagine hanno preso forma personaggi memorabili come Hercule Poirot e Miss Jane Marple. Per questa importante occasione, però, Netflix, pubblicando la serie I sette quadranti di Agatha Christie, da un romanzo della Christie del 1929, ha puntato su un altro personaggio, delicato e ostinato e femminile: la giovane Lady Eileen “Bundle” Brent, interpretata – davvero bene – da Mia McKenna-Bruce.

Mia McKenna-Bruce nei panni di Lady Eileen “Bundle” Brent. Fonte: Netflix Studios.
Osservatrice attenta, più detective del detective Battle (un Martin Freeman anche lui non male), intuisce da subito che la giovane vittima nella sua villa di campagna, non si è affatto tolta la vita, ma qualcun altro lo ha fatto in modo criminale. La sera precedente, quella di una festa organizzata anche dalla madre della ragazza (Elena Botham Carter), i due si erano dati appuntamento per il giorno dopo, e il ragazzo non aveva proprio l’aria di essere stanco di vivere.
Da qui la trama di I sette quadranti di Agatha Christie, in tre episodi giallo vintage, visto che ci ritroviamo piacevolmente immersi nella campagna inglese del 1925, con costumi e arredi molto curati, con spazi e figure della buona società che ricordano Downton Abbey o Gosford Park, per l’eleganza visiva e la coralità. Alle quali, tuttavia, si accompagna una certa modernizzazione della storia, a partire dall’indipendenza e dalla spigliatezza della protagonista, dalla forza sostanziale con cui porta avanti le sue indagini e la sua vita.
Il modo in cui le tessere del puzzle si mettono insieme, passo dopo passo, non è sempre incalzante, ma il ritmo della serie si accende puntualmente nel finale di ogni episodio, con l’arrivo a quello di stagione, che porta con sé colpi di scena piuttosto efficaci e un’apertura esplicita a una potenziale second season, come a voler serializzare il personaggio, anche al di là della penna generatrice della Christie.
Ci sta, è il tempo delle serie che cercano trame, le ultime sequenze lo lasciano intuire, con l’intelligenza e l’acume di Lady Eileen “Bundle” Brent che possono essere il punto di partenza di una nuova eroina femminile per il piccolo schermo, in movimento nella complessità enorme degli anni successivi al 1925. Vedremo, dopo aver capito quanto I sette quadranti di Agatha Christie piacerà al pubblico, con la sua capacità di tornare, sottilmente, sulla tragedia della prima guerra mondiale e di omaggiare questa straordinaria interprete della scrittura di genere, in una ricorrenza così importante per la quale anche su RaiPlay sarà possibile rivedere La tela del ragno, fiction tratta proprio da un’opera della scrittrice inglese, nel 1980.
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