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Persona e famiglia > Felicemente

Dolore cronico invisibile: il prezzo psicologico da pagare

di Dorotea Piombo

- Fonte: Città Nuova

Il dolore cronico non è solo una condizione fisica, ma un’esperienza invisibile che coinvolge profondamente mente ed emozioni, amplificata da pensieri catastrofici e stress psicologico. Attraverso una storia di vita e semplici strategie quotidiane, emerge la possibilità di spezzare il circolo del dolore e ritrovare equilibrio e dignità nella vita di ogni giorno.

Una donna dal fisioterapista. Foto proveniente da Freepik.

Hai mai sentito un’ombra dentro di te che non se ne va, un peso che ti accompagna dal mattino alla sera, rubandoti i piccoli piaceri quotidiani? È il dolore cronico, quel compagno silenzioso che in Italia colpisce milioni di persone, soprattutto donne, cambiando il ritmo della vita senza preavviso. Non è solo una fitta nel corpo: pesa sul cuore, sulla pazienza, sui sogni.

Spesso nasce da un episodio banale – un movimento sbagliato, una caduta – ma diventa cronico perché la mente lo alimenta con meccanismi precisi. La catastrofizzazione del dolore, concetto fondamentale in psicologia clinica, lo amplifica: pensieri ossessivi come “sarà la fine”, esagerazione della minaccia (“non lo controllo”) e senso di impotenza (“non posso farci nulla”). Questo genera iper-vigilanza, un’attenzione costante al dolore, e un circolo vizioso: l’ansia abbassa la soglia di tolleranza, rendendo ogni sensazione più intensa. Lo studio di Sullivan et al. (2000), pubblicato su Pain, ha dimostrato che la catastrofizzazione attiva iperalgesia centrale (l’iperalgesia è una condizione medica in cui il dolore si amplifica in modo esagerato: stimoli che normalmente affliggono poco o nulla diventano insopportabili, a causa della sensibilizzazione del sistema nervoso centrale o periferico che rende il corpo ipersensibile), trasformando il dolore acuto in cronico; chi catastrofizza lo sente più forte e ne resta travolto nella vita quotidiana. Emozioni represse – rabbia per i limiti, tristezza per i giorni persi – peggiorano tutto: il corpo risponde con tensione muscolare cronica, chiudendo il cerchio.

Maria, 52 anni, casalinga in un paesino lombardo, lo vive sulla sua pelle. Sposta scatoloni e arriva il dolore alla schiena. «Domani passa», pensa. Invece si estende alle gambe, la sveglia di notte, la ferma mentre stende i panni o gioca con i nipotini. Evita le uscite e si sente incompresa: il marito vede solo stanchezza, i figli le dicono di reagire. I pensieri catastrofici la imprigionano – “sono inutile così” – e il dolore cresce. Si isola in casa.

Ma un giorno prende un vecchio quaderno. Ogni sera scrive: «Oggi ha fatto male, ma ho preparato il brodo». Nota che lo stress lo peggiora. Prova respiri lenti, passi corti nel cortile. Chiama un’amica, ascolta storie simili. Spezza il circolo: il dolore resta, ma perde potere. Ora cammina con i nipotini, ride tra una pausa e l’altra. Ha trovato una forza nuova sotto la fatica: la casa respira vita.

Cosa fare per spezzare il circolo?

  • Respira piano: metti una mano sulla pancia, inspira contando fino a quattro, espira fino a sei quando arriva la fitta. Calma l’iper-vigilanza.
  • Muoviti gradualmente: cammina cinque minuti al giorno in cucina, senti i piedi sul pavimento. Evita l’immobilità totale.
  • Scrivi i tuoi schemi: la sera annota “cosa ha attivato il dolore oggi? Un pensiero catastrofico?”. Rompi la “ruminazione”.
  • Usa il calore: borsa dell’acqua calda per quindici minuti sulle spalle o un bagno tiepido. Rilassa la tensione emotiva.
  • Parla con gentilezza: cambia la frase “non ce la farò mai” in “oggi basta fare un passo”. Sfida il senso di impotenza.
  • Sera senza pensieri: evita il telefono, accendi musica calma, cena leggera. Lascia i pensieri posarsi dolcemente.
  • Cerca un contatto umano: chiacchiera con un’amica fidata, concediti un abbraccio. Riduci l’isolamento.

Questi gesti non cancellano il dolore, ma lo rendono un compagno meno tiranno. Sotto ogni ferita pulsa un cuore che impara a danzare più libero, trasformando l’eco del dolore in un ritmo di rinascita.

 

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