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Italia > Appassionati di Città Nuova

La narrazione che cura e cambia il mondo

a cura di Annamaria Carobella

La lettura di Città Nuova permette di vivere la dimensione dell’amicizia vera e della famiglia dove le narrazioni diventano collettive, orientano lo sguardo e formano la coscienza. Uno spazio dedicato a coloro che riconoscono e promuovono il senso profondo del lavoro delle riviste, quotidiano web e casa editrice

Pixabay

Città Nuova ci piace perché diffonde storie di vita contribuendo a far conoscere momenti vissuti da qualcuno in una qualsiasi parte del mondo.

In questo modo una storia, da fatto individuale, privato, isolato, diventa patrimonio di tanti e “ contagia ” la collettività per gli insegnamenti positivi che sempre trasmette.

Siamo un gruppo di amici più o meno della stessa età, siamo quelli che da ragazzi, si ritrovavano ad una certa ora del pomeriggio, nella piazzetta del paese per parlare di tutto: era il momento clou della giornata a cui non si riusciva a rinunciare per quel bisogno innato di raccontarsi, di ascoltare e di condividere.

Ma siamo anche quelli che da piccoli, dopo cena, si sedevano accanto al fuoco scoppiettante dei caminetti/ focolari di una volta ad ascoltare storie da nonni, zii, genitori, amici dei nostri parenti. Erano storie di caccia, di guerra, di avventure varie, di esperienze difficili o esaltanti, di matrimoni finiti male, di inseguimenti o imboscate, di morti o di malattie, fatti vissuti da chi raccontava o da qualche conoscente. Non sapevi mai dove finiva la verità e iniziava la pura invenzione, ma noi piccoli ascoltavamo a bocca aperta e facevamo tante domande.

E poi i nostri sogni erano popolati dai vari protagonisti, buoni o cattivi. E nel sonno capitava di sorridere, di ridere o di urlare per lo spavento…

Erano tante sfaccettature della vita umana così ricca ed imprevedibile, che entravano nella nostra vita per sempre e la arricchivano.

Perciò quando aprendo Città Nuova di giugno, abbiamo letto Storie di Giulio Meazzini, è stata una bellissima scoperta: non credevamo ai nostri occhi, ma anche alle nostre orecchie visto che l’ articolo – Accendere l’ immaginazione – si può anche ascoltare.

Quanto è vera quella frase di Byung – Chul Han: «Il nostro essere nel mondo è stato un “ essere a casa ” grazie ai racconti che hanno dato un senso, un sostegno e un orientamento alla vita ».

E i nostri narratori sono stati per noi come degli Aedi improvvisati, cantastorie e menestrelli a cui essere riconoscenti. Senza saperlo, noi ci siamo formati con quelle storie! Quando poi abbiamo studiato epica, letteratura, arte, musica abbiamo ritrovato e riconosciuto tanto di esse e tanto di quei personaggi.

Abbiamo scoperto che anche la Scienza ha ormai dimostrato l’utilità e l’ importanza delle narrazioni per trasmettere esperienze, ma anche per essere più capaci di provare empatia in modo tale da riuscire a comprendere e ad ascoltare maggiormente gli altri. Addirittura alcuni scienziati affermano che il nostro cervello, ricreando la realtà, la inventa, anzi la racconta!

Noi Sapiens non siamo altro che un fascio di racconti.

Oggi però, come scrive Giulio Meazzini « non abbiamo più tempo, andiamo veloci, siamo molto informati, ma forse abbiamo perso l’arte del narrare e l’orientamento che ci dava… ».

E allora ben venga Città Nuova, che ringraziamo, con le sue pagine ricche di storie, capaci di farci sognare, di farci ricredere e sperare, di trasformarci per poter, a nostra volta, cambiare il mondo ridandogli vita nuova e solida speranza in un futuro migliore.

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