Europei di calcio 2024: buona la prima delle prime

Buona la prima per tutte le big e per i nostri azzurri ad Euro 2024 che, dopo lo spavento del goal record subito, rimontano e battono l’Albania 2-1
Foto ANSA/ETTORE FERRARI

Iniziano bene le big del calcio agli Europei 2024: la Germania il venerdì, la Spagna e l’Italia il sabato e l’Inghilterra la domenica, rientrano dalla prima partita tutte vittoriose. A chiudere la prima per tutte le big, la Francia vicecampione del mondo e il Portogallo che giocheranno da stasera.

Un debutto vittorioso per tutte le big

Si entra nel vivo degli Europei di calcio 2024 che ci terranno compagnia dal 14 giugno al 14 luglio in dieci stadi della Germania. Dal 14 giugno, prima giornata di gare per la padrona di casa, la fase a gironi – sono sei per le 24 squadre – fino al 26 giugno, poi il via con la fase ad eliminazione diretta dal 29 giugno fino ad arrivare, il 14 luglio, alla finale all’Olympiastadion di Berlino, lo stadio tanto caro agli azzurri, dove 18 anni fa, l’Italia di Marcello Lippi trionfava in finale dei Mondiali contro la Francia ai rigori.

Si inizia, quindi, con al fase a gironi ed è un debutto vittorioso per tutte le big del calcio europeo quello di Euro 2024. Ad aprire le danze, ci pensa la Germania padrona di casa che manda in visibilio gli spettatori della Munich Football Arena dominando per 5-1 la partita contro la Scozia grazie ai goal di Wirtz, Musiala, Havertz,Füllkrug e Can. La Germania, attualmente in testa nel Girone A comprendente – oltre a lei – Scozia, Svizzera e Ungheria, chiuderà la sua fase a gironi il 23 giugno ma, con un debutto così, è già in lizza per qualificarsi alla fase di eliminazione diretta.

Il sabato del Gruppo B, che vede scontrarsi in un girone tosto, Italia, Spagna, Croazia e Albania, si apre con la tripletta della Spagna di De La Fuente che infligge alla Croazia tre colpi di Morata, Ruiz e Carvajal tutti nel primo tempo. Seguono a ruota i nostri azzurri che si impongono 2-1 nei confronti dell’Albania in un girone di tutto rispetto che, al momento, vede Italia e Spagna in vetta ad una classifica. Classifica che, con molta probabilità, si deciderà nello scontro diretto tra le due big di giovedì prossimo.

Completa il debutto trionfale delle big europee nel Girone C, insieme a Serbia, Slovenia e Danimarca, l‘Inghilterra che batte domenica 1-0 la Serbia grazie alla rete, al tredicesimo minuto di gioco, di Jude Bellingham. E, a proposito di questo gruppo, una menzione particolare non ad una big, ma ad un big: il meraviglioso giocatore danese Christian Eriksen che, dopo aver concluso gli scorsi Europei con un infarto che stava per portarlo via, chiude finalmente il cerchio, mettendo fine al suo incubo con un goal nella prima partita della Danimarca contro la Slovenia, finita, poi, in pareggio.

A chiudere i debutti delle “grandi”, come accennato, ci penseranno la grande favorita per la vittoria: la Francia di Mbappé e un’altra che non è certo da meno: il Portogallo di Ronaldo. Le due, rispettivamente nel Girone D la Francia insieme ad Austria, Paesi Bassi e Bologna e nel Girone F il Portogallo, insieme a Georgia, Repubblica Ceca e Turchia, inizieranno la loro fase a gironi questa settimana e cercheranno di non essere da meno delle altre big sopracitate.

Un europeo da record e un’Italia da cardiopalma

Euro 2024 è appena iniziato, ma è già l’Europeo dei record: il giocatore più giovane e il più “vecchio” in campo, il goal record e chissà quante sorprese ci riserverà ancora.

A battere il primo record, ci pensa un ragazzino che, con ancora l’apparecchio ai denti e i libri di scuola per studiare tra una partita e l’altra, ne ha già battuto parecchi: Lamine Yamal. Il “ragazzino” in questione, infatti, dopo essere diventato il più giovane titolare di sempre nel Barcellona in Liga alla prima giornata contro il Cadice, il più giovane titolare di sempre nella storia della Champions League all’età di 16 anni e 83 giorni, il più giovane ad esordire nella Nazionale maggiore, all’età di 16 anni e 56 giorni e il più giovane marcatore della Nazionale spagnola nella sua partita d’esordio, da sabato pomeriggio è anche, all’età di 16 anni e 338 giorni, il giocatore più giovane di sempre a disputare un match della fase finale dell’Europeo. Battuto, quindi, il record di precocità del polacco Kacper Kozlowski (17 anni e 246 giorni) che, nel 2021, giocava la sua partita d’esordio proprio contro la Spagna.

E un record tira l’altro perché, insieme a quello di precocità, in campo tedesco, potrebbe esserci anche quello di longevità nel caso in cui Pepe, il difensore del Portogallo classe ’83 – già diventato il giocatore di movimento più anziano della Champions League a 40 anni e 254 giorni – dovesse entrare in campo anche solo un minuto nella partita di domani contro la Repubblica Ceca. Il record, che è ormai a portata di mano, potrebbe portare il difensore del Porto, già al suo quinto Europeo, a diventare, a 41 anni e 3 mesi, il giocatore di movimento più anziano di sempre a scendere in campo in un Europeo.

E ritorniamo alla seconda giornata di gare con un altro record, stavolta negativo per i nostri azzurri. Sono le 21 di sabato sera, l’arbitro dà il fischio di inizio per Italia-Albania, la partita più semplice per i nostri azzurri, sulla carta. Ma, neanche il tempo di metterci comodi sul divano ed ecco che arriva lui: Nedim Bajrami, 25 anni e un goal che ha sorpreso anche il nostro Gigio dopo appena 23 secondi di gioco. È un goal lampo, complice dell’errore di Federico Dimarco che porta subito l’Albania in vantaggio. Un record e un incubo per i nostri azzurri e per i tifosi che hanno come un déjà vu rivedendo, in quella rete da record, il goal lampo di Schaw nella finale Inghilterra -Italia ad Euro 2020. E, per fortuna, il déjà vu non mentiva: così come in quella magica finale, anche alla prima del girone, l’Italia si riprende subito e porta a casa la prima vittoria di Euro 2024. Bastano appena 15 minuti agli azzurri di Spalletti per riprendersi dal duro colpo: all’undicesimo minuto di gioco, è Bastoni a firmare il goal del pareggio, poi Barella, dopo 5 minuti, sigla la rete del vantaggio.

Certo, il nostro ct ha ragione: «avremmo dovuto fare male più volte agli avversari» ma per il momento va bene così, l’Italia ha ancora tempo per mostrare di che pasta è fatta e poi, chissà, magari per farci sognare, per riportarci a quello stadio che ci ha regalato la nostra gioia calcistica più grande dell’ultimo ventennio.

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