Parigi 2024 si avvicina e gli azzurri sono pronti

Si accende la fiamma olimpica e l’Italia ravviva sempre più le speranze dei suoi tifosi tra fioretto, tuffi e maratone che ci fanno sognare in ottica Parigi 2024.
L'italiana Alice Volpi combatte contro la francese Ysaora Thibus nella finale per la medaglia d'oro di fioretto femminile dei Campionati del Mondo di scherma. (Foto ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)

Nella settimana in cui è stata accesa la sacra fiamma per i Giochi Olimpici sulle rovine del tempio di Hera, ad Olimpia, anche i nostri azzurri ci fanno ricordare che Parigi è ormai alle porte e noi, tra grandissime vittorie, siamo più pronti che mai per iniziare questa avventura a casa dei cugini francesi.

Doppio poker per il fioretto femminile e si fa la storia

Iniziamo col botto con un finesettimana georgiano, quello di Tbilisi, che è tutto azzurro: nella Coppa del Mondo di fioretto femminile a Tbilisi c’è solo l’Italia. Sembra, infatti, quasi un campionato italiano quello svolto in Georgia con le azzurre che hanno fatto la storia del fioretto monopolizzando il podio georgiano della Coppa del Mondo nella giornata di sabato pomeriggio. Tra sfide più semplici in cui le nostre azzurre hanno praticamente liquidato le loro avversarie, come hanno fatto Alice Volpi e Arianna Arrigo rispettivamente sull’ucraina Taranenko e sulla tedesca Holland Cunz che hanno subito chiuso per 15-8, a sfide più combattute come quella della Volpi contro la cinese Chen che ha vinto per una sola stoccata di differenza, alla fine sono arrivate solo le azzurre.

Già prima delle semifinali solo le azzurre sulle pedane: nelle due semifinali Alice Volpi supera per 15-11 una bravissima Anna Cristino mentre Arianna Errigo si impone per 15-8 su Martina Favaretto. Poi la finalissima, condotta fin dalle prime battute da Alice Volpi che chiude 15-9 la gara contro Arianna Errigo. Per la Volpi, un oro che diventa l’undicesima vittoria in carriera nel circuito di Coppa del Mondo e per la Errigo, un’altra medaglia che arricchisce ulteriormente un palmares impressionante: la lombarda dei Carabinieri è, infatti, a ben 57 medaglie in Coppa. Un sabato che si conclude, quindi, con un poker tutto azzurro: oro di Alice Volpi, argento di Arianna Errigo e bronzo di Martina Favaretto e Anna Cristino.

Un risultato che non può che rendere orgoglioso il commissario tecnico della squadra Stefano Cerioni, con le sue azzurre che, replicando l’exploit avvenuto un anno prima agli Europei di Plovdiv e durante la prova maschile di Coppa a Parigi lo scorso gennaio, hanno fatto la storia, aggiornando il record con ben quattro fiorettiste azzurre sul podio. Ma a Tbilisi le nostre fiorettiste non si fermano di certo al poker e raddoppiano il bottino con un altro magnifico podio di squadra. Il dream team del fioretto azzurro detta la legge anche nella gara a squadre e, d’altronde, non poteva essere altrimenti. Il team delle fiorettiste più forti al mondo, quello formato da: Alice Volpi, Arianna Errigo, Martina Batini e Martina Favaretto superano, nella gara a squadre, la Polonia ai quarti, il Giappone in semifinale e la Francia in finale, confermandosi, ancora una volta, in vetta al ranking mondiale.

Non solo fioretto: lo sport azzurro è pronto per Parigi

Ma non solo fioretto questa settimana: tutto lo sport azzurro si sta preparando alle Olimpiadi e lo sta facendo alla grande. La ginnastica ci regala ben sei medaglie dalla terza tappa di Coppa del Mondo di ritmica a Baku. Tre podi sono per la squadra che, anche se non riesce ad approfittare dell’assenza di Israele per portare a casa un oro, colleziona un argento a pochi decimi dalla Spagna nel concorso generale, un argento a pochi decimi dal Giappone nella finale di cinque cerchi e un bronzo nell’esercizio misto alle spalle di Giappone e Spagna, ottenuto grazie ad un D-score di 17.500, il più alto visto in questo triennio olimpico.

Tris di medaglie anche per Sofia Raffaeli che continua ad impressionare alle clavette, dove vince il secondo oro consecutivo in coppa del mondo. Poi, anche un argento al cerchio, a pochi centesimi dalla tedesca Varfolomeev e bronzo nel concorso generale.

Buone notizie in chiave azzurra anche dai tuffi dalle Super Finals in Cina, a Xi An. Chiara Pellacani, dopo aver conquistato il terzo gradino del podio nella gara sincro dai 3 metri insieme ad Elena Bertocchi, si piazza in seconda posizione nella gara individuale dai 3 metri, chiudendo alle spalle dell’inarrivabile cinese Chen, in una gara senza alcuna sbavatura.

Delle vittorie con un po’ di rammarico arrivano, invece, dal ciclismo e dalla maratona. Nel ciclismo, un’immensa Elisa Longo Borghini chiude al secondo posto la Liegi-Bastogne-Liegi dopo l’ennesima gara da assoluta protagonista in cui è stata battuta solo dall’australiana Grace Brown. Una medaglia straordinaria ma che fa un po’ male perché la nostra Elisa, per un nulla non è diventata la prima donna della storia a vincere tutte le classiche monumento dopo i trionfi a Roubaix e Fiandre. Un po’ di rammarico, certo, ma comunque tanto orgoglio per la nostra Elisa che, stando a quello che ha dimostrato in questa prima parte dell’anno, è la ciclista più forte del momento.

Con molto rammarico, a causa di una sfortuna immane, si chiude la vittoria ai mondiali di marcia nella staffetta mista. Presentatici con la coppia favorita, formata dai due campioni olimpici quali Antonella Palmisano e Massimo Stano, siamo costretti ad assistere al ritiro di quest’ultimo a causa di una bottiglia d’acqua finita sotto al piede dell’azzurro e che gli ha causato un infortunio. Al ritiro, la coppia rimasta, l’Italia2 formata da Francesco Fortunato e Valentina Trapletti ha sfoderato una prestazione pazzesca, culminata con una rimonta incredibile e conclusa con il titolo mondiale. Certo, un oro straordinario che però sa di beffa perché l’infortunio di Stano ci costringerà a portare a Parigi una sola coppia che, molto probabilmente, non sarà quella dei neocampioni del mondo, una certezza oltremodo dolorosa.

Un po’ di sfortuna, qualche piccolo rammarico, ma per il resto solo la certezza che i nostri azzurri, in un po’ tutte le discipline olimpiche, sono ormai pronti ai Giochi che più contano e noi non vediamo l’ora di arrivare a Parigi.

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