Due nemiche amiche in Cattiverie a domicilio

Esce Cattiverie a domicilio, vivace commedia satirica sul patriarcato e il buongusto britisch. Con la splendida coppia Olivia Colman e Jessie Buckley.
Jessie Buckley. Foto Ansa, EPA/CAROLINE BREHMAN.

In un paesino sul mare in Inghilterra, siamo nel 1922, la gente è sconvolta per la faida tra Edith, devotissima zitella, e la vicina di casa Rose, sboccata irlandese con una bambina, senza marito e con un uomo in casa. In realtà, ad Edith arrivano lettere zeppe di insulti volgarissimi, di parolacce che lasciano la religiosa “ signorina”,  il padre terribile e autoritario e la madre anziana senza fiato. Naturalmente, la sospettata è Rose, libera nei modi e nelle parole, detestata da quasi tutti proprio per questo motivo. Le due finiranno in tribunale e la sentenza finale sarà la vera sorpresa del film, che racconta a suo modo una storia realmente avvenuta.

La regia di Thea Sharrock in un film (quasi) tutto al femminile, ricco di personaggi simpatici e di frecciate contro i maschi (i poliziotti, in particolare), è deliziosamente libera, puntale, e definisce perfettamente i caratteri delle due amiche (prima) e nemiche (poi), che in realtà sono ciascuna quello che l’altra vorrebbe essere e forse non lo può. La scorrettezza verbale anima il film con battute salate ben pensate, che sono un pugno in faccia al perbenismo inglese di facciata, allora come ora, e alla ipocrisia religiosa di sempre.

Ma il lavoro è pure uno schiaffo al paternalismo degenere del passato (di certo presente) impersonato dai due buffi poliziotti e soprattutto dal padre di Edith, vero persecutore della figlia, trattata come una serva. Intorno, altre donne ammirano Rose perché è quello che vorrebbero essere ma non osano, almeno fino ad un certo punto. Ed è inarrivabile la comicità di alcune di loro, con cui la regista prende in giro la mania inglese del tè, dei dolci, delle diete e dei party al femminile.

C’è un bel po’di antimaschilismo, come si diceva, nel film  come nel personaggio della poliziotta indiana costretta ad obbedire comunque ai superiori che la definiscono “poliziotto donna”, “come se non si vedesse”, commenta lei sarcasticamente.

Ovviamente, nel film si ride, ci si diverte tra scenette e battute, ma il fulcro sta nell’affiatamento scanzonato fra le due attrici perfette, cioè Olivia Coldman (l’ex regina Elisabetta della serie The Crown) e la vivacissima Jessie Buckley.  Brillante, fluido e libero, il film non è solo comicità, ma satira puntuta e intelligente contro i danni fatti dal patriarcato e dalla violenza domestica. Acuto.

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