50 anni fa su Città Nuova – Da Recife, Marco Tecilla

Il guasto dell'aereo che portava focolarini di ritorno da uno dei primi viaggi in Brasile, li costringe a una sosta imprevista nel Nord Est. È la circostanza fortunata che consente di costatare qual messe di frutti avesse prodotto in pochissimo tempo quel seme appena gettato.
Recife (Brasile)
Rapporti nuovi tra persone di diverse condizioni sociali e di razze diverse si vanno instaurando col diffondersi del movimento in Brasile. Da qualche tempo cominciano a partecipare alle nostre riunioni persone di colore. Quel senso di timidezza, d’impaccio, che le metteva all’inizio in una posizione di inferiorità, va scomparendo: capiscono che nel Regno dei Cieli non ci sono i bianchi e i neri ma solo i figli di Dio. I neri qui, in linea di massima, sono servi e trattati come tali. Ma alcune domestiche, avendo conosciuto lo spirito dell’unità, sono tornate a trovarci accompagnate dalle loro padrone: ora, pur restando ciascuna nella sua condizione, vivono l’una accanto all’altra, fatte uguali dal comune ideale.

A Joao Pessoa, in un ospizio trovammo ad attenderci tanti vecchietti e vecchiette; i più erano poveri. Veniva in risalto quel senso di abbandono, che tante volte si riscontra negli anziani che purtroppo si sentono ritenuti inutili. Guardandoli, abbiamo provato un senso di smarrimento e di pena e ci è venuto spontaneo di parlare di Gesù: solo, derelitto, sulla croce. Pian piano abbiamo visto che quelle persone assenti si sono ridestate. Pareva di vedere delle membra morte che riprendevano vita.

Anche a Pesqueira il movimento si espande in modo rapido. Scopriamo ogni giorno di più la generosità di questo popolo. In ogni città vi sono persone che ci ospitano e mettono a nostra disposizione le loro case e le auto per portarci da un luogo all’altro.

Da ogni parte dell’America ci scrivono: «Da molti mesi ci riuniamo ogni settimana, venite a trovarci!». Siamo certi che la provvidenza non mancherà di dare ai focolarini la possibilità di andare dappertutto. Ce lo conferma quel che sta avvenendo In questi giorni qui a Recife. Una mamma con tre figli piccoli: si è impegnata a dare 600 cruzeiros al mese. Una studentessa ha accettato un impiego per poter offrire lo stipendio. E ancora spose, vedove, impiegati che danno il loro “superfluo” e qualcuno forse anche parte del “necessario”. E tanti offrono le loro sofferenze. Si è così iniziata concretamente a Recife una comunione di beni. E la nascita di questa piccola comunità dove tutto circola è sembrata ai focolarini del Sud America il frutto più bello di questi ultimi mesi di vita.

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