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Cultura > Cultura

Il primo Liberty a Roma

di Oreste Paliotti

- Fonte: Città Nuova

Le attrattive del Villino Ximenes in piazza Galeno

Il villino Ximenes a Roma (Di Sergio D’Afflitto, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40213353)

Chi attraversa piazza Galeno nel quartiere Nomentano a Roma – la Roma cresciuta fuori le mura dopo l’Unità d’Italia – non può fare a meno di notare in mezzo ad altri palazzi e villini del primo Novecento uno in particolare. S’impone decisamente alla vista per il candido bassorilievo che attraversa l’intera facciata in tufo brunito – una teoria di personaggi attorno all’altare delle arti –, per la grande loggia centrale che presenta un affresco della Madonna col Bambino, per le decorazioni floreali di finestre e balconi, per il camino e il coronamento che ricordano lo stile di Gaudì e tutti gli altri fregi in cemento e ferro battuto: un esempio notevole di quello stile Liberty che, nato tra il XIX e il XX secolo, in Francia prese il nome di Art Nouveau e in Germania Jugendstill.

Ogni qual volta mi trovavo a passare nella piazza, immancabilmente ero attratto da quell’originale insieme di elementi, così innovativi rispetto al linguaggio accademico del tempo. Chi abitava quell’edificio di un solo piano e come era arredato? La risposta non molti anni fa, partecipando con i rappresentanti di alcuni movimenti e aggregazioni ecclesiali ad una serie di incontri proprio lì, in quel Villino Ximenes, sede italiana dell’Istituzione Teresiana (oggi ospita anche un pensionato universitario): un’occasione per conoscere la missione evangelizzatrice di questa associazione laicale fondata nel 1911 dal sacerdote e pedagogo spagnolo san Pedro Poveda, e per una visita agli interni della palazzina.

Prima di tutto qualche cenno su colui che ideò – insieme alla decorazione – questa dimora, costruita per lui dagli architetti Ernesto Basile e Leonardo Paterna Baldizzi: lo scultore e illustratore palermitano Ettore Ximenes (1855-1926), discendente da una nobile famiglia spagnola e massone. Tra le sue opere diffuse in Italia e all’estero – in genere soggetti religiosi e mitologici caratterizzati da un forte realismo –, quelle romane sono, al Vittoriano, il gruppo marmoreo simboleggiante il Diritto, il monumento bronzeo a Ciceruacchio nei pressi del ponte Margherita e la quadriga anch’essa bronzea in cima al Palazzo di Giustizia (il “Palazzaccio”).

Primo edificio Liberty costruito a Roma nel 1902 con richiami al Liberty siciliano, il villino di piazza Galeno era dotato in origine di una grande sala a tutta altezza con lucernario: lo studio dove l’artista lavorava a sculture anche di grande formato. Nelle gallerie che vi si affacciavano erano esposte altre sue opere insieme a bozzetti. Ora da questi locali è stata ricavata una decorosa, intima cappella.

Ma l’interesse maggiore va agli ambienti che conservano la primiera decorazione: fregi floreali o a rilievo, pannellature lignee e di vetro a finto oro…. Luogo delle nostre riunioni era la magnifica sala da pranzo dalle pareti rivestite di cuoio dipinto, coronate da una serie di quadretti raffiguranti deliziose nature morte, a loro volta sottolineate da un corrente di agrumi che richiama il disegno delle ceramiche esterne; sul soffitto fanciulle a stucco danzanti attorniano il lampadario centrale, mentre calici di tulipani in ferro battuto impreziosiscono la vetrata. Ancora intatto è il pregevole mobilio originale in stile Liberty.

E poi la “Sala del Sole” col suo soffitto a bolle dominato dalle tonalità azzurre; il “Vestibolo”, con affreschi ispirati a storie medievali, massime e sentenze di buon senso popolare narranti la gentilezza del dolce stilnovo.

Dalla “Sala centrale”, con il soffitto a cassettoni incornicianti stemmi e l’arco trionfale in legno e stucco intagliato a motivi floreali, si passa nella “Sala delle arti”: alle pareti, decorate con un festone di crisantemi, spicca una serie di ritratti di grandi maestri della scultura come Fidia, Michelangelo e Bernini, rappresentativi dell’Antichità classica, del Rinascimento e del Barocco.

Anche le opere cosiddette minori non sono da trascurare, come le porte interne, le cornici alle finestre, i pavimenti… testimonianza delle diverse tecniche adoperate dagli artigiani del legno, del ferro e del marmo. Tutto, al Villino Ximenes, concorre a sottolineare gioiosamente la fantasia e il gusto di uno stile che ha segnato un’epoca.

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