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In profondità > Ambiente

Cop28, il papa non andrà a Dubai per motivi di salute

di Vittoria Terenzi

- Fonte: Città Nuova

Per motivi di salute, papa Francesco non andrà a Dubai per la Cop28. Si lavora però per far arrivare un suo messaggio per chiedere accordi vincolanti per ridurre l’inquinamento che provoca i cambiamenti climatici.

«Se abbiamo fiducia nella capacità dell’essere umano di trascendere i suoi piccoli interessi e di pensare in grande, non possiamo rinunciare a sognare che la Cop28 porti a una decisa accelerazione della transizione energetica, con impegni efficaci che possano essere monitorati in modo permanente», si legge nell’Esortazione Apostolica Laudate Deum nella quale papa Francesco dedica un intero paragrafo all’evento cui tra qualche giorno prenderà parte. «Questa Conferenza può essere un punto di svolta, comprovando che tutto quanto si è fatto dal 1992 era serio e opportuno, altrimenti sarà una grande delusione e metterà a rischio quanto di buono si è potuto fin qui raggiungere».

Era in programma da tempo il viaggio del papa negli Emirati Arabi Uniti dall’1 al 3 dicembre per rivolgere ai leaders mondiali il suo appello per la cura della «casa comune», ma è stato annullato per motivi di salute. Nei giorni scorsi papa Francesco ha dovuto annullare diversi appuntamenti a causa di un’infiammazione polmonare per la quale si è dovuto sottoporre ad alcuni controlli presso l’Ospedale Gemelli di Roma. Niente di grave, aveva già dichiarato il direttore della Sala Stampa Vaticana Matteo Bruni che martedì, nel corso del briefing di presentazione del viaggio apostolico, rispondendo ai giornalisti, aveva ribadito: «Per il momento è tutto normale: come accade normalmente nei viaggi, ci sono un medico e un infermiere che seguono il santo padre. Se qualcosa dovesse cambiare o ci fossero degli accorgimenti in più da prendere, in caso di una infezione polmonare, ve lo farò sapere». Invece, in serata, è arrivata la notizia dell’annullamento.

Papa Francesco non visiterà, quindi, gli Emirati Arabi Uniti. Vi si era recato nel 2019 ad Abu Dhabi in occasione della firma del Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune, con il grande imam di al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb.

La Conferenza sul clima di Dubai – alla quale sono attesi circa 100mila partecipanti, più del doppio rispetto a quella dello scorso anno in Egitto – rappresenta un’occasione molto importante dalla quale si spera si possano raggiungere accordi vincolanti per le parti in materia di fonti energetiche. È anche l’auspicio di papa Francesco che, nel testo della sua Esortazione Apostolica, aveva scritto: «Dobbiamo superare la logica dell’apparire sensibili al problema e allo stesso tempo non avere il coraggio di effettuare cambiamenti sostanziali» (Laudate Deum, 56).

A Dubai il papa avrebbe dovuto fare due interventi, entrambi in lingua spagnola: uno rivolto alla comunità delle nazioni e uno all’ambito interreligioso. Al suo arrivo, il 1 dicembre, saebbe dovuto essere accolto dal vicario apostolico dell’Arabia meridionale e dal consigliere della Nunziatura apostolica. Il 2 dicembre avrebbe dovuto tenere un intervento presso l’Expo City, l’area fieristica creata per l’occasione e lì, dopo essere stato sarà accolto dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, avrebbe dovuto pronunciare un discorso sulla necessità di azioni concrete per affrontare i cambiamenti climatici. Subito dopo, il papa avrebbe dovuto avere incontri privati bilaterali per promuovere la cooperazione e il dialogo tra le diverse nazioni rappresentate alla Cop28.

La giornata di domenica 3 dicembre sarebbe stata dedicata all’inaugurazione del “Faith pavilion”. Lì papa Francesco sarebbe stato accolto dal presidente degli Emirati Arabi uniti e dal grande imam di Al-Azhar e, dopo il discorso di quest’ultimo, il papa avrebbe dovuto pronunciare il suo discorso. Subito dopo era prevista la firma della Dichiarazione «Confluence of Conscience» da parte del papa, del presidente degli Emirati Arabi Uniti e del grande imam Al-Azhar, cui sarebbe dovuta seguire una breve relazione della Dichiarazione da parte di un membro del Muslim Council of Elders.

Proprio in quei giorni, fino al 12 dicembre, nel quartiere della sostenibilità di Expo City Dubai, è previsto un programma con un’ampia varietà di eventi e laboratori gratuiti per i visitatori. Ci saranno mostre interattive, installazioni artistiche, proiezioni di film, più di 300 conferenze e discussioni sul cambiamento climatico e la sostenibilità.

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