Ester e le orecchie di Aman

Una donna ha salvato il suo popolo fidandosi di Dio e del suo cuore. Oggi gli Ebrei la ricordano nella festa di Purim che celebrano alla fine di marzo
Antoine Coypel, Ester sviene al cospetto di Assuero, 1704 circa, Parigi, Musée du Louvre.

Unite gli ingredienti ‒ farina, olio di semi di girasole, lievito in polvere per dolci, uova, zucchero ‒ in una ciotola e mescolateli con un mestolo di legno. Versate l’impasto su un piano infarinato e continuate ad impastare con le mani, finché sarà sodo e compatto… ponetelo nella ciotola e fatelo riposare per mezz’ora coperto da uno strofinaccio. Stendete poi la pasta e con l’aiuto di un coppapasta fate dei cerchietti, mettete al centro un cucchiaino di marmellata e chiudete a triangolo, sovrapponendo le alette e premendo leggermente per sigillarle. Mettete in forno…

Ph Yallayallaletsgo by Wikipedia

Più o meno questa è la ricetta delle “orecchie di Aman”, il dolce tipico della festa ebraica di Purim. Che è una festa molto gioiosa. A tal punto gioiosa, che alcuni sostengono che si debba bere ‒ vino ovviamente ‒ fino a che non si riesce più a distinguere il «perfido Aman» dal «benedetto Mardocheo».

Aman, Mardocheo… ma chi sono? Per saperlo bisogna conoscere la storia di Ester. Dopo la deportazione a Babilonia, alcuni ebrei non tornarono a Gerusalemme, ma rimasero lì e nei territori occupati dai persiani, dando inizio alla prima diaspora ebraica. La storia di Ester è ambientata proprio nella diaspora, nell’antica città di Susa, oggi Shush, in Iran. Tutto inizia a tavola. Il re persiano Assuero, per celebrare la sua grandezza, invita alla sua reggia i nobili dei Persiani, dei Medi e di altre nazionalità, e per ben 180 giorni mostra loro le sue enormi ricchezze. Poi tiene un grande banchetto, che dura 6 giorni! Anche la regina Vasti, sua moglie, tiene un banchetto, con le sue amiche. Il settimo giorno di bagordi il re, euforico per il vino, chiede di far venire di fronte a lui la regina. Ma Vasti si rifiuta. Assuero, irritato, non la perdona. E per punire una tale sfacciata provocazione alla sua autorità reale, ripudia Vasti. Che si guadagna così il titolo di prima femminista della Bibbia! Rimasto senza moglie, il re dà ordine di ripopolare il suo harem, per consolarsi con nuove fanciulle. Tra le quali è scelta Ester, ragazza ebrea, che la Bibbia dice «di bella presenza e aspetto avvenente». Suo cugino Mardocheo è un alto funzionario alla corte di Assuero. È molto stimato perché tempo addietro aveva sventato un complotto ordito contro il re. Prima di essere condotta dal re, Ester trascorre ben 12 mesi in una beauty farm dell’epoca, all’interno dell’harem. I trattamenti di bellezza a cui viene sottoposta sono descritti nella : «sei mesi per essere unta con olio di mirra e sei con spezie e unguenti femminili». Nel frattempo, Assuero nomina alla più alta carica di corte il perfido Aman. Questi è acerrimo nemico di Mardocheo, perché invidioso del prestigio morale che egli ha di fronte al re. Inoltre, tutti i ministri piegano il ginocchio e si prostrano davanti al potente Aman, ma Mardocheo no. Aman gliela vuole far pagare cara. Inventa così una serie di calunnie contro Mardocheo e il suo popolo. Il risultato è devastante. Aman riesce a convincere il re a scacciare da corte Mardocheo e ad indire una campagna di sterminio degli ebrei. Un pogrom ante-litteram. Quando Mardocheo viene a sapere della cosa ‒ agganci a corte ne aveva ancora ‒, corre ai cancelli della reggia da cui è stato cacciato e, tramite un eunuco, fa recapitare un messaggio alla cugina nell’harem: «Fa qualcosa tu, Ester. Solo tu ci puoi salvare!». Ester, benché regina, sa che secondo le usanze persiane del tempo non può presentarsi al re senza un suo invito. Infatti la ragazza prescelta per passare la notte con il re, veniva chiamata dall’eunuco e condotta a lui la sera, per essere riaccompagnata al suo appartamento la mattina. Ester decide di sfidare la sorte. Prega con tutto il suo cuore il Dio dei suoi padri, poi si dà da fare. S’immerge nei preparativi. Si trucca, si profuma, abbellisce polsi, caviglie e collo con preziosi gioielli, indossa orecchini a pendagli e veste gli abiti più eleganti e sexy del suo guardaroba. Quindi, con due ancelle… si presenta ad Assuero. Senza essere stata chiamata. I dignitari di corte che circondavano il re, al vederla, rimangono esterrefatti. Come può una donna osare tanto? È un’altra provocazione come quella di Vasti? C’è in giro un’epidemia di femminismo? In cuor loro vedevano la giovane fare una brutta fine.

Ma cosa fa Ester in quel momento? Qualcosa che non aveva previsto. Sviene. Il re s’alza e le si avvicina. Viene chiamato il medico di corte. Quando riacquista coscienza, Ester si trova tra le braccia del re, che nel frattempo ha avuto modo di apprezzare la sua bellezza sfolgorante. Lei ne approfitta per invitarlo a una cena, per la sera successiva, con Aman e i più alti dignitari di corte. Come spesso accade nella Bibbia, bellezza femminile e buona cucina (oltre al coraggio e alla fede in Dio!) risolvono le situazioni. Durante il banchetto Ester rivela ad Assuero i piani malvagi del primo ministro, accusandolo di aver istigato il re a ordinare un genocidio insensato. Assuero comprende di essere stato aggirato dal perfido Aman: ordina che sia impiccato lui e la sua famiglia, che sia immediatamente riabilitato Mardocheo, e che venga annullato il decreto di sterminio degli ebrei. Una donna, Ester, salva così il suo popolo. Il primo programma di sterminio degli ebrei, la prima “conferenza di Wannsee”, fallisce. Mardocheo, a ricordo del lieto evento, istituisce la festa di Purim. Ancora oggi, durante Purim gli ebrei leggono la storia di Ester (Meghillà di Ester), come se fosse una leggenda popolare. E ogni qual volta nel racconto è menzionato il «perfido Aman», si copre il suo nome con grida, fischi, battiti di piedi sul pavimento e rumorose raganelle. La festa di Purim è una specie di carnevale ebraico. Durante il quale si preparano tipici dolci: le orecchie di Aman, appunto!

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