Arrivano i Nata-libri

Qualche consiglio per un regalo "ragionato" e non banale
libri natale

Regalare un libro a Natale non è mai banale, si dice. In effetti, come ogni anno, non c’è che il proverbiale imbarazzo della scelta davanti agli scaffali delle librerie e tra le piattaforme di vendita online. A cominciare dalla riscrittura, personale e attualizzante, di due poemi epici che sono all’origine della civiltà occidentale: “Resisti, cuore” di Alessandro D’Avenia (Odissea), edito da Mondadori, e “Il mio arco riposa muto” di Irene Vallejo, pubblicato da Bompiani (Eneide). Una sorta di riappropriazione di questi due grandi testi all’insegna delle attuali esigenze e speranze del nostro tempo.

Nell’ambito della narrativa, Susanna Tamaro torna a scandagliare il complicato mondo dei sentimenti e dei ricordi con il romanzo epistolare “Il vento soffia dove vuole” (Solferino), mentre Paolo Cognetti scende dalle sue amatissime montagne con “Giù nella valle” (Einaudi): la storia di due fratelli, dal sapore biblico, che sa di fragilità e solitudini, ispirata alla musica di Bruce Springsteen. Da segnalare anche “Grande meraviglia” di Viola Ardone (Einaudi), che affronta i temi dell’adozione e dell’assistenza psichiatrica, “I fiori hanno sempre ragione” di Roberta Schira (Garzanti), che contiene ricette per l’anima e la rigenerazione spirituale, e “Romanzo senza umani” di Paolo Di Paolo (Feltrinelli): vicenda sul senso del tempo e della memoria che mette in relazione i nostri stati d’animo con le sempre più frequenti pazzie del clima. Ma anche “Il paese felice” di Carmine Abate (Mondadori), che attraverso una storia d’amore ricostruisce l’utopia di Eranova, un “paese felice”, appunto, spazzato via dall’ansia del progresso, per far posto ad un mai realizzato centro siderurgico.

Immensa è anche l’offerta della saggistica. Aldo Cazzullo ci dimostra che l’impero romano non è mai veramente caduto ma sopravvive in mille forme ancora oggi con il libro “Quando eravamo i padroni del mondo” (Harper&Collins), mentre Paolo Mieli ci fa riflettere con “Il secolo autoritario” (Rizzoli): quel Novecento, segnato dai regimi nazi-fascisti e dal blocco sovietico, di cui ancora oggi scontiamo gli errori e gli orrori. È legato poi ai 100 anni della nascita di Calvino “Italo” del compianto Ernesto Ferrero (Einaudi), che lo ha conosciuto come collega in casa editrice e come amico: un ritratto “da vicino”, intenso e sorprendente. Tantissimi sono poi i titoli usciti per i 150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni: “Marianna” di Matteo Strukul, pubblicato da Nord Sud (romanzo dedicato alla Monaca di Monza e intriso dal contrasto fra peccato e grazia), “L’altro Manzoni” di Gianni Rizzoni (Brioschi Editore), “Il cuore è un guazzabuglio” di Eleonora Mazzoni (Einaudi) e “Le due mogli di Manzoni” di Marina Marazza (Solferino). Il filo conduttore di questi ultimi tre titoli è quello di offrire e invitare perciò a scoprire un Manzoni diverso, lontano dall’immagine tradizionale della scuola per riconoscere invece, finalmente, la portata rivoluzionaria della sua opera e la complessità del suo carattere. Con “Vita mia”, invece, Dacia Maraini descrive e racconta la terribile esperienza sua e della sua famiglia quando fu internata in un campo di concentramento giapponese durante la seconda guerra mondiale, perché contrari alla Repubblica di Salò (Rizzoli).

Nelle vaste praterie della letteratura internazionale, possiamo leggere, per chi ama i gialli e il mistero, “Le armi della luce” di Ken Follett e “Il vento conosce il mio nome” di Isabel Allende: storia di due bambini, fra passato e presente, che cercano la propria famiglia, vivendo il dramma devastante della separazione dai propri genitori ma aprendosi anche al sogno e alla speranza. Sotto i riflettori anche “Sono esausta”, la nuova commedia romantica di Sophie Kinsella che con ironia e intelligenza parla del “burnout” (quando lo stress ti porta alla depressione e allo sfinimento).

La saggistica religiosa, in particolare, ci aiuta ad entrare nel cuore luminoso del Natale. In questo senso risulta prezioso il volume collettivo “Dio si è fatto carne”, con quattro firme illustri: Tonino Bello, Luigi Maria Epicoco, Gianfranco Ravasi e Fabio Rosini. Da aggiungere, “Inciampare in una stella” di Ermes Ronchi (EMP), meditazioni sul Natale come sorpresa e stupore. Da parte sua, le Edizioni Tau propongono “L’infiltrato di Dio”, storia vera di un ex terrorista che si converte al Vangelo riappropriandosi della sua umanità e della sua libertà. Anche Città Nuova ha proposte forti per Natale. Oltre al Diario di Chiara Lubich (1964-1980, a cura di Fabio Ciardi) e alla guida “Santi e santuari d’Italia” di Veronica Giacometti, segnaliamo “Guarire con le parabole” di Robert Cheaib, ispirato al concetto che tutto diventa Parola, se impariamo a leggere la nostra parabola personale: raccolta di storie che l’autore ha ascoltato negli anni, arricchendole con riflessioni e dialoghi, e trasformandole in veri e propri racconti che accompagnano il lettore nella meditazione interiore e nella crescita spirituale.

Si rivolge poi a bambini e ragazzi “20 capolavori da conoscere prima di diventare grandi” dello storico dell’arte Costantino D’Orazio (Piemme): segreti e misteri dell’arte svelati ai più piccoli in modo curioso e intelligente. Soprattutto a loro, ma anche agli appassionati di tutte le età, sono destinati i volumi “100 anni di storie a fumetti” e “Passatempi per Disney fans”, usciti in occasione del centenario della Casa di Topolino, e le edizioni speciali dei Classici d’animazione. I più grandi trovano piacevole la lettura della “Breve storia dell’arte” di Claudio Strinati (Salani): una narrazione affascinante di questo fantastico mondo popolato da ideali e da immagini.

Chiudiamo in bellezza con il “romanzo ritrovato” di Anne Frank: “Cara Kitty” (Einaudi Ragazzi), che realizza il suo sogno di diventare una scrittrice dopo quasi 80 anni: un’opera dal grande valore letterario e umano, che Anne avrebbe voluto intitolare “La casa sul retro” e che naturalmente attinge al suo famoso Diario. Scrive a Kitty: «Già dal titolo la gente penserebbe che si tratti di un romanzo poliziesco. Ma a parte gli scherzi, già circa dieci anni dopo la guerra sarebbe buffo raccontare come noi in quanto ebrei abbiamo vissuto, mangiato e parlato qui dentro. Ti racconto molte cose su di noi, eppure sai solo una piccola parte delle nostre vite».

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