L’Europa chiede pause umanitarie a Gaza

Il Consiglio europeo domanda corridoi umanitari e interruzioni nei combattimenti per aiutare la popolazione della Striscia
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez all'incontro del Consiglio Europeo. La Spasgna detiene la presidenza di turno, e da Sanchez in particolare è partito l'appello alla pausa umanitaria(AP Photo/Virginia Mayo)

Il conflitto tra Israele e Hamas sembra avviato verso un’escalation in termini militari e, ahinoi, umanitari. La situazione, oramai tragica, ha spinto finanche il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, a telefonare a Papa Francesco per discutere della situazione drammatica in Terra Santa. Erdogan ha osservato che gli attacchi israeliani contro Gaza hanno raggiunto il livello del massacro, criticando la mancanza di indignazione da parte della comunità internazionale rispetto agli attacchi contro la striscia di Gaza. Il Santo Padre ha espresso il suo dolore per quanto avviene e ha ricordato la tradizionale posizione diplomatica della Santa Sede che, da sempre, si adopera per una soluzione che contempli due Stati, Israele e la Palestina, e uno statuto speciale per la città di Gerusalemme.

Israele ha iniziato a bombardare Gaza e a tagliare carburante, cibo e altri rifornimenti dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, in cui sono state uccise 1.400 persone e 224 prese in ostaggio. Il Ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha comunicato che, da allora, più di 7.000 persone sono state uccise e che il sistema sanitario è al collasso, con un terzo degli ospedali non funzionanti e gli altri impegnati solo nei casi di emergenza, mentre solo piccole quantità di aiuti umanitari hanno iniziato a raggiungere la striscia di Gaza.

Dopo il silenzio assordante dell’Unione europea (Ue), finalmente i suoi leader hanno trovato, a fatica, una posizione comune durante il Consiglio europeo sul Medio Oriente, che si è tenuto a Bruxelles il 26 ottobre, il primo faccia a faccia dopo l’inizio degli attacchi il 7 ottobre. La dichiarazione dei 27 Capi di Stato e di governo, rilasciata poco prima delle 22:00, è arrivata dopo cinque ore di dibattito, durante il quale un piccolo numero di Stati membri aveva espresso la preferenza per fare eco all’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per un cessate il fuoco umanitario.

Nello specifico, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, il cui governo detiene la Presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, così come il primo ministro irlandese, Leo Varadkar, avevano lanciato appelli per un cessate il fuoco umanitario, o almeno per una pausa umanitaria, ma paesi come Austria, Germania, Italia e Svezia temevano che un linguaggio così forte avrebbe rischiato di minare il sostegno europeo al diritto all’autodifesa di Israele. Molti Stati membri chiedevano una pausa, al singolare, umanitaria; alla fine si è deciso di usare il plurale.

In un accordo raggiunto all’ultimo minuto durante la cena, nel compromesso definito da Sánchez, è stato incluso un riferimento ad una conferenza internazionale di pace, che il premier spagnolo ha più volte chiesto che si tenga entro i prossimi sei mesi, con l’obiettivo di riconoscere i due stati di Israele e Palestina. Per farlo, la premier italiana, Giorgia Meloni, ha chiesto di dare concretezza alla questione palestinese e un maggiore peso all’Autorità Nazionale Palestinese. I 27 Capi di Stato e di governo, però, non hanno discusso di come potrebbe apparire una conferenza di pace o di come potrebbe essere coordinata con il resto della comunità internazionale.

Il Consiglio europeo, riaffermando la dichiarazione del 15 ottobre 2023, ha ribadito la condanna di Hamas per i suoi attacchi terroristici brutali e indiscriminati in tutta Israele, rilevando che l’uso di civili come scudi umani da parte di Hamas è un’atrocità particolarmente deplorevole.

Il Consiglio europeo ha sottolineato con forza il diritto di Israele di difendersi in linea con il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario, ribadendo l’invito rivolto ad Hamas a liberare immediatamente tutti gli ostaggi senza alcuna precondizione. Il Consiglio europeo ha ribadito anche l’importanza di garantire, in ogni momento, la protezione di tutti i civili in linea con il diritto internazionale umanitario, deplorando ogni perdita di vita umana tra la popolazione civile.

Il Consiglio europeo ha espresso la più profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria a Gaza e ha chiesto di assicurare un accesso umanitario continuo, rapido, sicuro e senza restrizioni nonché l’arrivo degli aiuti ai bisognosi attraverso tutte le misure necessarie, compresi pause e corridoi umanitari per le esigenze umanitarie. L’Ue lavorerà a stretto contatto con i partner della regione per proteggere i civili, per fornire assistenza e per agevolare l’accesso a cibo, acqua, cure mediche, combustibili e rifugi, facendo in modo che tale assistenza non sia oggetto di abusi da parte delle organizzazioni terroristiche.

Il Consiglio europeo ha ricordato la necessità di evitare un’escalation regionale e di dialogare a tale riguardo con i partner, compresa l’Autorità Nazionale Palestinese, ribadendo che l’Ue è pronta a contribuire al rilancio di un processo politico sulla base della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati, anche mediante il “Peace Day Effort”, accogliendo con favore le iniziative diplomatiche per la pace e la sicurezza.

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