Migrantes, un viaggio della speranza

All’Istituto Cervantes di Roma in mostra le tavole della illustratrice peruviana Issa Watanabe tratte dal suo libro “Migrantes”
Migrantes. Foto ufficiale mostra di Issa Watanabe

Non tanto uomini quanto animali. Ma gli animali sono “persone” che attraversano una foresta oscura in un viaggio duro, urgente e necessario.

Le  17 tavole su sfondo digitale della famosa illustratrice latino-americana dicono molto sul percorso che i “migrantes” compiono nella foresta, per il mare, attraverso il deserto dove non esistono sentieri, ma occorre però andare avanti con volontà e speranza.

Attualissima, la rassegna si può certo collegare allo stupendo film di Matteo Garrone “Io capitano”, un successo in sala e candidato italiano agli Oscar.  L’artista racconta di quando la prima volta, dopo aver visto una serie di foto con bambini siriani che dormivano in accampamenti improvvisati in mezzo alla foresta, ha deciso di realizzare un disegno che li ritraesse così, uno dopo l’altro, e ne sono venuti decine di fogli illustrati.

È un processo creativo che dura lungamente e giunge a raccontare tramite immagini il viaggio di un gruppo eterogeneo di animali antropomorfi: leoni, maiali, elefanti, conigli, rane, giraffe tutti con un bagaglio in mano in cammino dentro una selva scura.

La morte, vestita splendidamente con un mantello fiorito, li segue, seduta sul dorso di un magnifico uccello blu. È una compagna discreta ma ben presente. Tutti si affrettano verso il mare, salgono su di una barca fragile che si incrina e approdano in un “altrove” dove le piante e i fiori danno speranza.

Ogni personaggio ha la sua vita, la sua storia e gli animali sono più facili da distinguere da parte dei bambini che, senza addolcirlo, vedono questo tema duro e drammatico. E crescono. Così il viaggio diventa una metafora della vita nella quale sempre morte e speranza vivono insieme.

C’è poesia nell’opera di Issa, i personaggi sono avvolti da una meravigliosa finezza, colma anche di sottile ironia.  È una migrazione universale quella che l’illustratrice racconta,  non solo quella attuale. Da sempre i popoli si muovono, si incontrano, lottano e soffrono, poi anche si uniscono. Ma il percorso è faticoso.

Però Issa non abbandona la speranza. Le sue tavole luminose contro il fondo scuro ne sono imbevute insieme al desiderio di nuove terre, e perché no? Di nuovi cieli.  Fino al 28.10.

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