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In profondità > Scenari globali

Migranti, nuovi sbarchi. Il papa: “Non vi dimentico”

di Filippo Campo Antico

- Fonte: Città Nuova

In tutta la penisola si registrano nuovi sbarchi, soprattutto dalla Turchia sulla Calabria: una rotta che si intensifica. La presidenza della Cei si unisce alle parole del papa di domenica scorsa, in occasione dell’Angelus, e chiede alla comunità internazionale maggiore attenzione a queste persone e soluzioni condivise

Foto: LaPresse

Non si fermano gli sbarchi dei migranti sulle coste italiane. Sulla nota rotta siciliana si registrano nuovi arrivi. Ma altre rotte si profilano nel Mediterraneo come quella che dalla Turchia conduce alla costa ionica calabrese. Papa Francesco all’Angelus di domenica scorsa è tornato a chiedere  attenzione per i migranti all’intera comunità internazionale.

Foto: LaPresse

«Solo nell’ultima settimana sono arrivati oltre 600 migranti – ha raccontato a LaPresse Concetta Gioffrè, presidente della Cri della Riviera dei gelsomini. Per il momento, non ne arrivano più ma le condizioni meteo sono pessime. Gli arrivi dalla Turchia sulla Calabria e su Roccella Ionica sono più che raddoppiati». Questa nuova rotta, ai limiti dell’emergenza, si fa sempre più trafficata e necessità di strutture di accoglienza adeguate, senza contare che le ong sono meno attive in questo tratto del Mediterraneo. «C’è una nuova rotta migratoria e, se affrontata così, non c’è alcuna dignità nell’accoglienza», ha concluso Gioffrè.

Anche sulla rotta più trafficata e conosciuta, quella siciliana, i numeri degli arrivi aumentano. Sono oltre 300 le persone ospitate nell’hotspot di Lampedusa, di cui 100 sono arrivate in una sola giornata. Ma il sindaco Totò Martello ha rassicurato: «Siamo abituati a gestire anche più di 300 persone, per noi questi numeri sono nella normalità». Stiamo assistendo a un cambiamento nelle rotte migratorie, forse dovuto al Covid che ha lasciato degli strascichi nelle economie dei Paesi di partenza come Tunisia o Turchia, ha spiegato l’ong Open Arms.

(AP Photo/Pablo Tosco)

In questo scenario, l’appello del papa all’Angelus di domenica scorsa risulta puntuale. «Ancora una volta chiedo alla comunità internazionale di mantenere le promesse di cercare soluzioni comuni, concrete e durevoli per la gestione dei flussi migratori in Libia e in tutto il Mediterraneo. E quanto soffrono coloro che sono rimandati. Ci sono dei veri Lager», ha sottolineato papa Francesco, che non ha mancato occasione per far sentire la propria vicinanza alle migliaia di migranti e rifugiati: «Non vi dimentico mai, sento le vostre grida e prego per voi. Tanti di questi uomini, donne e bambini sono sottoposti a una violenza disumana».

Anche la presidenza dei vescovi si è unita all’appello di Francesco e si è rivolta all’Italia e all’Unione europea «affinché siano posti in atto interventi efficaci, capaci di garantire il rispetto dei diritti umani e la tutela della persona. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare – verbi indicati dal Papa – restano la bussola da seguire per affrontare la questione migratoria e trovare soluzioni adeguate a un dramma che continua a mietere vittime e infliggere sofferenze». La presidenza Cei auspica che «anche la comunità internazionale si faccia carico dei bisogni dei migranti e dei profughi, perché nessuno sia più costretto a fuggire dalla propria terra e a morire nei viaggi verso un futuro migliore».

 

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