Chiara Lubich: un’Opera intitolata a Maria

Riconoscimenti e premi. La nascita dal Movimento Politico per l’Unità. Il profilo mariano della Chiesa. Continuiamo la pubblicazione degli articoli sulla vita della fondatrice del Movimento dei Focolari, apparsi sulla rivista Città Nuova. Ventunesima puntata.
2001. Chiara davanti alla statua della Desolata (Pietà del XIV secolo), a Leuk, in Svizzera.

Dopo un’interruzione di due anni, per motivi di salute fisica e spirituale, nel gennaio 1994 Chiara riprende la vita pubblica con un collegamento telefonico dal titolo “Stare nella gioia”. Un’esortazione personale e collettiva che comunica una “svolta”, una nuova tappa da percorrere insieme, dopo il lungo periodo di “silenzio”. Poi, come un fiume non arginabile, impegni, riconoscimenti e premi si susseguono.

A Trento, nel primo giorno dell’anno 1995 dedicato alla pace, Chiara è invitata a parlare sul tema “La donna educatrice alla pace”. Evidenziando alcune caratteristiche dell’identità femminile – come la concretezza e il sacrificio –, afferma che la donna potrà trovare la sua realizzazione in Cristo e il suo modello in Maria. Nell’ultima settimana di febbraio, a Istanbul incontra il patriarca Bartolomeo, che le dona la “croce bizantina”, segno del dialogo ecumenico iniziato prima con Atenagora, poi con Demetrio.

A marzo arriva, inaspettato, il premio Uelci “Autore dell’Anno”, che le dà grande gioia. Chiara esplicita la sua sorpresa: «Non ho mai scritto un libro, anche se parecchi portano il mio nome come autore». Eppure il riconoscimento è motivato, vista l’ampia produzione e divulgazione dei suoi scritti, tradotti in 30 lingue e con innumerevoli edizioni. Ricordiamo il libretto Meditazioni, arrivato alla 29a edizione!

Sempre nel 1995, il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Rocca di Papa (Roma). Nell’accogliere il riconoscimento, Chiara ripercorre le tappe della nascita del Centro del Movimento che ha sede in questa bella cittadina dei Castelli Romani, «conosciuta ormai dappertutto, a causa dell’estensione del Movimento nel mondo» (8 aprile 1995). In questo stesso anno, per il dialogo interreligioso viene segnata una tappa emblematica: un virgulto di ulivo delle colline di Gerusalemme viene trapiantato in un’aiuola antistante il Centro del Movimento. È offerto a Chiara da una rappresentanza della comunità e della nazione ebraica «per il suo impegno di pace interreligiosa fra ebrei e cristiani».

Anche l’anno 1996 è ricco di eventi. Fra i tanti, la cittadinanza onoraria ricevuta a Pompei, città di Maria per eccellenza. È per Chiara una speciale occasione per parlare del suo carisma “mariano”, della nuova comprensione di Maria, onorata ma anche imitata.

Il 2 maggio, tappa di “fondazione storica”, nasce a Napoli il Movimento politico per l’Unità, che vedrà negli anni uno sviluppo a livello internazionale, coinvolgendo politici di vari partiti, impegnati a vivere per il bene comune, uniti da valori come pace, giustizia sociale, solidarietà, ecologia, valore della vita.
A giugno arriva il primo di 16 dottorati honoris causa, quello in Scienze sociali, conferito dall’Università di Lublino. Inattesa la disciplina (ci si sarebbe aspettata la Teologia, successivamente arrivata da Manila!), ma puntuali le motivazioni, espresse da A. Biela nella Laudatio: «Chiara ha creato un nuovo fenomeno sociale. Esso [..] può stare alla base delle scienze sociali e avere il significato di “rivoluzione copernicana” in queste scienze». Chiara accetta il titolo come riconoscimento di un carisma adatto ai tempi.

Durante un viaggio in Gran Bretagna, a novembre, l’arcivescovo primate della Chiesa di Inghilterra, George Carey, le offre la massima onorificenza della Chiesa anglicana, la croce d’oro di Sant’Agostino di Canterbury, ringraziandola per quanto fa per la Chiesa e per il mondo.

L’anno si chiude con il conferimento da parte dell’Unesco del premio “educazione alla pace”, per «aver contribuito a un dialogo costruttivo fra popoli di origini culturali e di confessioni religiose diverse». I numerosi riconoscimenti ricevuti nell’arco della sua vita e oltre attestano la portata di un carisma laico e mariano.

Chiara più volte ha attribuito a Maria la nascita dell’Opera, che poi le ha intitolato. La figura di Maria, infatti, ricopre un ruolo di rilievo nel Movimento. L’impegno primario dei membri, espresso negli Statuti (art.2), è quello di riviverla, «di essere una sua presenza sulla terra e quasi una sua continuazione». Maria è il modello, il dover essere, e ciascuno a sua volta è un poter essere Lei, un poterla ripetere nella propria vita. Maria è presente fin dagli inizi della storia del Movimento. Ma nel 1949 Chiara ha una particolare comprensione: la continua, attiva, totale adesione di Maria alla Parola di Dio, che la fa essere soltanto Parola di Dio, tutta vestita della Parola di Dio; la Sua incommensurabile grandezza, per la quale è paragonata da lei a un enorme cielo azzurro che contiene il Sole.

E ancora, con altra poetica espressione, Maria è definita da Chiara Fiore dell’umanità, perché realizza in sé il piano d’amore che Dio fin dalle origini ha sull’intera creazione. La sua speciale chiamata a partecipare alla vita divina diventa immagine e modello della chiamata di tutta l’umanità; per questo motivo si può dire che in Maria tutta l’umanità fiorisce, che in lei tutta la creazione va in fiore, va in bellezza. Ma il momento culmine della sua vita è segnato dalla desolazione ai piedi della croce, quando rinuncia a Gesù e diventa Madre di tutti. In quel momento la sua maternità divina si fa espressione esplicita della sua maternità ecclesiale, divenendo modello del sacerdozio regale di tutti i fedeli.

Rimanendo, poi, nel cenacolo con gli apostoli, in attesa dello Spirito Santo, «Maria – scrive Chiara nel ’49 – non “segue” più Gesù: ora è in certo modo trasformata in Lui (cf. Gal 2, 20), e concorre anche Lei a suo modo all’espansione della Chiesa» (Maria trasparenza di Dio, Città Nuova, 2003). Proprio in quella circostanza si manifesta la nascita del “profilo mariano”, esteso a tutta la Chiesa, che esplicita come la dimensione mariana preceda quella petrina perché anteriore ad essa, sia nel disegno di Dio che nel tempo (cf. discorso di Giovanni Paolo II alla Curia romana, 22 dicembre 1987).

Così ricompresa, la figura di Maria può portare riflessi nella vita ecclesiale: prima laica della Chiesa, è modello di vocazione alla santità cui tutti sono chiamati, è stile di vita per i movimenti ecclesiali, è via all’ecumenismo e al dialogo interreligioso. Una Chiesa “mariana” potrà essere – come auspicato da Chiara – più bella, santa, dinamica, familiare, amante, accogliente. Renderà visibile quel disegno originario di Dio, che si realizzerà in pienezza alla fine dei tempi.


Imitarla
Maria è, dopo Dio, un po’ tutto per me, per noi. Per un carisma particolare, infatti, che possiamo definire “mariano” […], si è potuto avere una comprensione profonda e, in certo senso, nuova della Vergine Santa, della Madre di Dio, sicché Ella è al centro dei nostri pensieri, della nostra vita, dei nostri affetti ed anche dei nostri studi.

E La si cerca di onorare non solo nelle sue straordinarie prerogative, quale Immacolata, Assunta, Regina del mondo; non La si prega soltanto attraverso quella tipica e ricca preghiera che è il Rosario, o la visita ai suoi santuari; ma ci si sforza, con l’aiuto di Dio, di imitarLa nelle diverse tappe della sua vita, secondo le nostre condizioni ed età, quale bambina già tutta protesa verso Dio, quale giovanetta, quale fidanzata, o sposa, o vergine, o vedova. E ci si affida a Lei in maniera tale da poter sperare che si verifichi, anche per noi, ciò di cui parlano i santi suoi devoti (…): una Sua particolare presenza nella nostra anima, cosicché tutto ciò che si fa possa essere, in qualche modo, opera Sua.
(Chiara, Cittadinanza onoraria, Pompei, 30 aprile 1996)

Le precedenti puntate della vita di Chiara Lubich:

1920-1937   La famiglia Lubich, quando Chiara era Silvietta

1938-1939   La prima chiamata alla santità

1940-1942   La maestra Silvia Lubich

1943-1944   Il sì per sempre di Chiara Lubich

1945-1948   Chiara Lubich e il Dio vicino

1949-1950   La luce nel buio

1951-1954   Una notte luminosa

1955-1956   Nascerà Città Nuova

1956-1960   I volontari di Dio

1961-1964   Passione per la Chiesa

1964-1965   Una nuova famiglia per il mondo

1966-1967   Una rivoluzione alternativa

1967-1972   La centralità della parola vissuta

1973-1974   L’attrattiva del tempo moderno

1975-1979   Lo spartito scritto in cielo

1980-1983   Una corsa travolgente

1984-1988   Il laico è il cristiano

1988-1990   Gli Statuti Generali dei Focolari

1990-1991   Alla fonte dell’Ideale dell’Unità

1991-1993   La profezia dell’Economia di Comunione

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