Stress post sisma

Bambini
Le immagini terribili di Haiti che continuano a scorrere sotto i nostri occhi se hanno un impatto emotivo rilevante sugli adulti, lo hanno ancor più sui bambini. I genitori si interrogano spesso su cosa dire, cosa tacere, come affrontare le paure dei loro figli, soprattutto quelli in tenera età. Il prof. Vincenzo Guidetti, ordinario di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza all’Università La Sapienza è chiaro: «Non mentire. Il bambino comunica con modalità diverse a seconda dell’età. Ma con lui si può parlare, in maniera piana, di qualsiasi cosa. A patto che lo si faccia sempre. Se esiste l’incapacità dell’adulto ad ascoltarlo, per il bambino l’evento può diventare terrificante».

 

Intanto a L’Aquila è partito un progetto per i piccoli che hanno vissuto il terremoto – questa volta in diretta – lo scorso 6 aprile, e che manifestano quello che viene chiamato appunto Post Traumatic Stress Disorder (Ptsd), caratterizzato da disturbi della sfera cognitiva, emozionale, comportamentale e sociale.

Per rispondere a questa difficoltà l’Ordine dei ministri degli infermi camilliani – con il coordinamento scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas Italiana, il coordinamento e la formazione degli insegnanti e sanitari da parte della società di formazione al Counselling Italian Medical Research (Imr) e la collaborazione dei pediatri di famiglia abruzzesi –, ha dato il via al “Progetto Rainbow” che coinvolgerà oltre 7 mila bambini, con l’obiettivo di riconoscere tempestivamente, affrontare e risolvere tutta quell’ampia gamma di disturbi caratteristici della Ptsd.

Lo studio si compone di due segmenti: il primo coinvolgerà direttamente i pediatri del territorio e un nutrito campione di bambini (dai 3 ai 14 anni) da loro assistiti ai quali verranno presentati dei questionari. In base al risultato dei test, l’eventuale diagnosi sarà confermata da una visita specialistica neuropsichiatrica.  La seconda parte si concentrerà, invece, sui percorsi di formazione di un numero elevato di insegnanti ed operatori volontari, con l’obiettivo di sviluppare abilità di supporto attraverso interventi di educazione alla pro-socialità. Inoltre, approfondirà lo studio della ricaduta della formazione degli insegnanti su circa 1.500 bambini della scuola materna ed elementare e l’analisi complessiva finale di tutti i dati raccolti.

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