Storia dell'arte

La pittura “horror” di Matthias Grünewald

L'autore, del quale conosciamo poco, per via delle scarse notizie che ci sono giunte sulla sua vita, è considerato dagli studiosi come uno dei maggiori esponenti della pittura tedesca della sua epoca. Nella Storia dell'arte viene ricordato per il suo modo orrorifico di rappresentare il sacro. La lezione del professor Mario Dal Bello

«Esiste il cinema horror ma anche la pittura horror». Lo sa bene Matthias Gothardt Neithardt, meglio conosciuto come Matthias Grünewald, che della rappresentazione orrorifica del sacro ha fatto il suo cavallo di battaglia. Il pittore tedesco nasce intorno al 1475 a Würzburg in (Baviera) e muore il 31 agosto 1528 ad Halle sul Saale. L’autore è considerato dagli studiosi come uno dei più grandi esponenti della pittura tedesca del suo periodo. Non è stato facile ricostruire il poco che si sa su Grünewald per mancanza di notizie fondate. La sua opera più celebre, nota come l’Altare di Insenheim, è una grande pala d’altare, che gli è stata commissionata dall’abate del monastero alsaziano. «Si vede questo Cristo, già morto, pieno di ferite: il ritratto della morte».

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