Si chiude, dopo una settimana in cui sono stati assegnati 15 titoli mondiali (7 categorie per genere e un evento a squadre miste), la rassegna intercontinentale di judo nella capitale azera con una solida Italia che dimostra di poter stare sempre in mezzo tra i più forti.
Prime medaglie… in rosa
Medaglie, punti per il ranking di qualificazione ai Giochi Olimpici e trampolino di lancio per Los Angeles 2028: tutto questo sono stati i Mondiali di judo a Baku tenutisi tra il 4 e l’11 ottobre scorso. La rassegna, dominata dalla nazionale nipponica, ha visto una solida Italia che è riuscita a portare a casa dei risultati molto importanti: ben tre medaglie, un quinto e tre settimi posti per la spedizione azzurra che ha dovuto fare i conti con le assenze per infortunio di 5 olimpionici tra i quali tre medagliati ai Mondiali.
E andiamo, quindi, a vedere chi sono i protagonisti azzurri di questa rassegna intercontinentale.
Ad aprire le danze sul tatami della National Gymnastics Arena di Baku (Azerbaigian), con una luminosa medaglia d’argento, ci pensa la solita, immensa Susy.
Assunta Scutto, infatti, rompe subito gli indugi e nella prima gara azzurra riesce a confermarsi sul podio mondiale della categoria -48 kg per la quinta edizione consecutiva dell’evento. L’azzurra dopo degli incontri dominati, cede soltanto in finale, al cospetto della giapponese Wakana Koga che festeggia il primo titolo mondiale della carriera per osaekomi, ossia immobilizzando a terra per 20 secondi di fila l’avversaria e arrivando all’ippon decisivo.
L’argento rappresenta un metallo davvero importante per Susy che, dopo i bronzi del 2022 e 2023, l’argento del 2024 e un clamoroso oro nella passata edizione riesce a confermarsi in un tabellone per niente semplice con, all’esordio la cinese Hui Xinran ‒ ossia la numero uno del ranking mondiale di categoria ‒ da battere.
E la seconda medaglia iridata della competizione arriva da un’altra che fa continuità di secondo nome: la solita Odette Giuffrida che, a 31 anni si ritrova da ben 15 anni sulla scena internazionale del judo. La campionessa di Montesacro conquista il bronzo nei –52 kg in Azerbaigian, nonché la sua terza medaglia iridata dopo il terzo posto nel 2023 a Doha e l’oro nel 2024 ad Abu Dhabi.
La romana ha superato al primo turno la brasiliana Rodrigues e poi grazie a uno yuko ha avuto la meglio sulla marocchina Iraoui. Ai quarti la campionessa olimpica ha superato per ippon l’azera Mammadaliyeva conquistando l’accesso alla semifinale contro la spagnola Ariane Toro Soler che ha, però, avuto la meglio, mandando la romana alla finale per il terzo posto contro la tedesca Ballhaus.
Un bronzo importantissimo per Odette che è ormai un punto di riferimento per il nostro judo e che, soprattutto, arriva dopo un difficile infortunio per l’azzurra, come la stessa ha poi ricordato nel post gara ai microfoni di La Repubblica: «Dopo la Mongolia ho avuto un periodo molto difficile. Un infortunio mi ha tolto la terra da sotto i piedi, ho passato le mie giornate in fisioterapia, c’era molta confusione in me ‒ ha spiegato la due volte medaglia olimpica ‒. Qualcuno di importante mi ha detto che sono proprio queste le giornate in cui si dimostra ciò che si è veramente. Il judo mi diverte tanto ed è stato difficile perché per gli infortuni ho sopportato allenamenti pesanti, per ritrovarmi. Fino ad oggi però non mi ero ritrovata, non avevo sensazioni buone. Arrivare in gara con pochi allenamenti e con meno gioia di stare sul tatami non è stato facile. Ora ho bisogno di casa e della mia famiglia».
Grande Gennaro
E l’ultima medaglia della spedizione arriva dalla categoria maschile con Gennaro Pirelli che è medaglia di bronzo nella categoria fino a 100 chilogrammi. Il 26enne di Napoli, numero 1 al mondo, si è imposto sullo svizzero Daniel Eich, sullo spagnolo Nikoloz Sherazadishvili e sull’ucraino Anton Savytskiy uscendo vincitore dalla pool A. In semifinale il judoka delle Fiamme Oro è stato poi battuto dal georgiano Ilia Sulamanidze ‒ che ha poi vinto il titolo iridato battendo il giapponese Dota Arai al golden score ‒ e si è, quindi, dovuto “accontentare” della finale del terzo posto che ha vinto contro l’uzbeko Tulkinbek Turdiev.
E così, sui tatami della National Gymnastics Arena di Baku, l’Italia del judo completa la propria spedizione iridata con un bilancio di tre medaglie individuali e i buoni risultati di: Asya Tavano, quinta nei +78 kg e i settimi posti di Valerio Accogli nei -66 kg, Giovanni Esposito e Leonardo Valeriani nei -73 kg. Un bottino che dimostra un percorso solido, costellato di conferme e belle rivelazioni per la Nazionale italiana che vede come unica nota negativa il torneo finale. Nell’ultima giornata di gare, infatti, l’Italia ha visto la corsa azzurra interrompersi precocemente nel torneo a squadre a causa di un sorteggio sfortunato che costretto gli azzurri a dover affrontare al primo turno la Georgia, campione del mondo in carica che ha avuto la meglio sugli azzurri per 4-1.
Il cammino verso Los Angeles 2028 per il nostro judo riparte dunque da una base concreta, con risultati importanti e margini di crescita.
