L’alternanza è una scuola

Opportunità mancata? Salutata con tanti punti di domanda, la proposta dell’alternanza scuola-lavoro aveva comunque fatto sperare in una bella occasione per i ragazzi ai quali era destinata

Opportunità mancata? Salutata con tanti punti di domanda, la proposta dell’alternanza scuola-lavoro aveva comunque fatto sperare in una bella occasione per i ragazzi ai quali era destinata. L’opportunità di affiancare all’insegnamento teorico una formazione pratica; di entrare in relazione con professionalità che avrebbero potuto orientare le scelte di domani; di sperimentarsi sul campo. Obbligatoria dallo scorso anno scolastico per gli studenti del terzo anno e da quello in corso anche per quelli del quarto anno delle scuole superiori (con una stima di un milione e mezzo di studenti coinvolti), prevede, lo ricordiamo, un percorso di 200 ore per gli alunni dei licei e di 400 per quelli degli istituti professionali.

Purtroppo, già dopo il primo anno, sono venute fuori le criticità della proposta e abbiamo visto da poco varie piazze d’Italia piene di studenti frustrati o quantomeno delusi dell’esperienza fatta. Andare a lavare i piatti presso un fast food? Fare fotocopie? Sbrigare piccole commesse? Poco avrebbero a che fare con Virgilio, con Socrate, ma anche con gli integrali, le equazioni, le statistiche e quant’altro.

Insomma, ancora una volta, ci siamo trovati impreparati di fronte a una novità che avrebbe potuto essere una bella novità. Non era pronta in tanti casi la scuola, che ha fatto fatica a individuare i progetti adatti; non erano attrezzate le famiglie, troppo spesso poco o per nulla partecipi dei percorsi scolastici dei figli; non erano preparate le aziende, che già faticano ad assicurare stage formativi a neo-laureati, figurarsi ai ragazzi più giovani.

Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, di fronte alla protesta degli studenti, ha proposto gli Stati generali sulla scuola il prossimo 16 dicembre e garantito «il massimo impegno e anche la massima fermezza di intervento in caso di situazioni in cui il patto formativo che sta alla base dell’alternanza sia violato, impedendo a studentesse e studenti di fare un percorso significativo, innovativo e di qualità».

Ci auguriamo che sia un’occasione per migliorare la realizzazione del progetto. Ma ci auguriamo anche che nessuno dei soggetti coinvolti perda l’occasione di assicurare ai ragazzi il miglior risultato possibile.

Anche a Città Nuova alcuni studenti hanno chiesto di poter svolgere l’alternanza scuola-lavoro. Abbiamo detto di sì solo quando eravamo sicuri di poter dedicare il nostro tempo a coinvolgerli pienamente nel nostro lavoro di squadra e con la piena disponibilità a mettere a disposizione le nostre competenze. Ma ci aspettiamo di imparare anche noi da loro. Perché l’alternanza può essere una bella opportunità anche per gli adulti.

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