Impegnati in un progetto ardito

Al via il sesto anno dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano. Un laboratorio di vita e di pensiero con studenti provenienti da 25 Paesi del mondo
Sophia

«Mettere a fuoco il progetto formativo che anima la missione di Sophia, che vuole armonicamente accordare vita e studio». Ecco, nelle parole del preside, mons. Piero Coda, la nuova tappa a cui è chiamato l’Istituto universitario Sophia (Ius) dopo i primi anni di sperimentazione. L’occasione è data dall’apertura dell’anno accademico, il sesto di questo che continua ad essere un laboratorio di vita e di pensiero. Uno studio che vede docenti e studenti attori di un nuovo modello di apprendimento.

«Con voi anche noi ci sentiamo protagonisti del mondo nuovo che sta nascendo. Con voi – ha ribadito agli studenti il preside, citando Chiara Lubich – è possibile trovare le nuove strutture mentali a livello-mondo». L’inaugurazione, avvenuta ieri alla presenza del Card. Giuseppe Betori, Gran Cancelliere, di Maria Voce, vice Gran Cancelliere e presidente dei Focolari, del Vescovo di Fiesole Mons. Mario Meini, del rabbino capo delle comunità ebraiche di Firenze e Siena Rav Yosef Levi, delle autorità civili e di oltre 600 persone, ha visto alternarsi importanti testimoni del percorso compiuto dopo cinque anni dal polo universitario di Loppiano.

«Sophia si caratterizza sempre più come luogo privilegiato per raccogliere le questioni e le sfide che a livello planetario interpellano il nostro tempo – ha affermato Maria Voce – e alle quali non possiamo che dare una risposta corale che può nascere, autentica e convincente, solo dalla reale e quotidiana condivisione di pensiero e di vita. Sono cosciente di quanto questa impresa sia esigente: comporta il superamento di visioni diverse, di conoscenze acquisite, di esperienze consolidate. Eppure è così facendo che si intesse, in seno all’umanità, la trama della fraternità universale».

La presidente dei Focolari ha poi ricordato i traguardi finora raggiunti dallo Ius: l’approvazione ufficiale degli statuti da parte della Congregazione per l’Educazione Cattolica, il conseguimento di numerose lauree magistrali e del primo dottorato di ricerca in “Fondamenti e prospettive di una cultura dell’unità”, la crescita d’iscrizioni al primo anno (45 nuovi studenti di oltre 25 Paesi del mondo). Sono 23 i protocolli d’intesa siglati con istituzioni universitarie in Italia, Europa e nel mondo oltre a numerosi corsi sostenuti e animati da Sophia in diversi Paesi, come la Summer school in Argentina per l’America Latina. L’Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori non ha mancato di sottolineare come «l’impegno personale a vivere la prossimità e la reciprocità nei vari momenti della giornata, in tante attività culturali, fa di Sophia il luogo in cui ‘sophia’ divina e ricerca umana del sapere divengono una cosa sola”.

Incaricato della prolusione Benedetto Gui, docente di Economia politica all’Università di Padova e professore allo Ius, il quale ha introdotto la sua relazione partendo dall’assunto per cui «la scienza economica ha volutamente adottato una visione semplificata degli ‘agenti economici’», ponendo l’attenzione su relazioni di tipo strumentale e calcolativo. «Negli ultimi tempi però – ha sottolineato Gui – la scienza economica si è aperta alla considerazione di relazioni interpersonali più complesse, che in precedenza si pensava dovessero interessare solo le altre scienze sociali».

Non sono mancati gli spunti creativi degli studenti, tra testimonianze poetiche, canore, musicali ed esperienziali. Annamaria Fejes, ungherese, a nome dei circa cento studenti che frequentano i diversi corsi, ha espresso l’impegno degli iscritti a Sophia nel «trovare, tramite la riflessione e il dialogo, vie alternative alle guerre e ai conflitti che insanguinano il nostro pianeta» e il «desiderio di incontrare giovani, adulti, associazioni, organizzazioni, per costruire insieme la fraternità nella diversità oltrepassando le barriere interculturali».

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