Ice land non solo ghiaccio

Mai come da queste parti i messaggi della natura risultano così limpidi e immediati. Pur giovanissime, in questo angolo recondito del pianeta, rocce, acque e calore mostrano uno spaccato, sintesi dei grandi rivolgimenti che quotidianamente si manifestano proprio sotto i nostri piedi; e per fortuna, in genere, solo a grandi profondità. Collocata sulla dorsale oceanica, la grande spina eruttiva, molla primordiale e tuttora principale della formazione dell’oceano Atlantico, ci permette questo straordinario contatto e, per l’occasione, ben sopra il livello del mare. Valore naturale aggiunto, l’elevata latitudine che arricchisce il contesto di ulteriori condizioni-limite, grazie al soffio gelido del polo che costantemente disperde il calore emanato dal sottosuolo. Da qui un cocktail naturale particolarmente suggestivo per il visitatore interessato. I geyser o meglio, geysir, così come in lingua locale vengono chiamati, sono tappa obbligata. Dal più noto, il Grande Geysir, posto nella parte centro-meridionale con spruzzi d’acqua fino 60 metri, al più costante Strokkur con spruzzi regolari di 20 metri ogni 8 minuti. Ma tutta l’area è ribollente di torrenti termali, soffioni, sorgenti d’acqua calda, a testimonianza della vicina turbolenza poco sotto i primi strati di roccia. A contatto col calore sotterraneo il freddo della superficie offre forti motivi di contrasto. È spesso l’acqua il veicolo che meglio ci permette di cogliere la presenza di questi opposti. Ce n’è per tutti i gusti: da quella ribollente e scalpitante del sottosuolo, a quella antica e lenta delle lingue dei ghiacciai anche a bassissima quota fino alla immersione nel mare. Da quella atmosferica sotto forma di pioggia o neve (onnipresenti), a quella delle valli e delle piccole o grandi cascate rinvenibili un po’ ovunque in tutta l’isola. Ma un altro motivo di meraviglia è lo spaccato geologico. Ricchissime di fenomeni vulcanici e geotermici, le rocce si mostrano nel pieno rigoglio generativo. La crosta terrestre uscita in superficie raffreddata e aperta, rende bene l’idea di ciò che succede alle grandi profondità del fondale oceanico. Qui si ha immediato sentore delle grandi forze in gioco capaci di allontanare i continenti. Le forme del paesaggio paiono appena plasmate con linee ripide e nette, modificate solo a tratti dal lavorio delle piante pioniere che a stento riescono a svolgere l’opera di ricopertura del suolo. Ne escono forme tipiche islandesi dai colori scuri, a chiazze più o meno ampie, dai più tenui cromatismi di muschi, licheni o delle poche specie di piante erbacee che riescono ad adattarsi ad un clima così estremo. Non solo ghiaccio, quindi, nell’isola del ghiaccio, ma una ricchezza di testimonianze dell’azione di elementi del nostro pianeta. LE PARTICOLARITÀ DELL’ISLANDA La dorsale medio-atlantica su cui è adagiata l’isola attraversa per circa 18 mila chilometri l’intero oceano. L’attività sismica che la caratterizza con eruzione continua di magma è la causa principale dell’allontanamento della zolla nordamericana da quella euro-asiatica. Le terre emerse islandesi risentono di tale fenomeno con la presenza di vari vulcani più o meno attivi, più di un migliaio tra zone geotermali, sorgenti calde, geyser ecc…, oltre ai saltuari, ma ricorrenti fenomeni sismici. Pur in prossimità del circolo polare artico, solo il 10 per cento dell’isola è ricoperto dai ghiacci, a differenza della vicina Groenlandia, e ciò per l’influenza della corrente del Golfo, capace di mitigare anche qui la morsa del gelo polare. Il clima, estremamente piovoso, offre enormi disponibilità di acqua. La stessa affiorante dal sottosuolo a temperature fino a 70-80° è utilizzata per riscaldamento e produzione di energia elettrica. Nelle grandi concentrazioni va a formare corsi d’acqua con cascate tra le più grandi del continente europeo.

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