Earth day, il 22 aprile torna la giornata della Terra

Intervista a Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, che parla della maratona mediatica #OnePeopleOnePlanet che sarà trasmessa da Raiplay il 22 Aprile prossimo dalle 7.30 alle 20.30 in occasione della 51 esima edizione della Giornata mondiale della Terra. Da United World Project

Pierluigi Sassi, ci puoi raccontare a grandi linee che cosa succederà quest’anno in questa seconda edizione online di #OnePeopleOnePlanet?
«L’anno scorso siamo stati sorpresi, come tutto il resto del mondo d’altra parte, dalla malattia del Covid: abbiamo dovuto interrompere le celebrazioni del cinquantesimo di Earth Day, quindi eravamo veramente sotto choc. Quando, a un certo punto, abbiamo visto Papa Francesco fare quel momento straordinario in una piazza San Pietro tragicamente vuota in cui ha tirato fuori tutti i valori che noi da cinquant’anni stavamo portando avanti, abbiamo trovato la forza e il coraggio di fare una maratona multimediale, insieme alla Rai che ci ha dato grandissima fiducia. Poi è andata benissimo e quest’anno si sta profilando una seconda edizione che sembra parlare un po’ di un consolidamento di questo modello.

Noi speriamo vivamente di tornare all’evento fisico, perché le relazioni umane, la bellezza di un parco, dei  giochi, dello sport, ecc, sono impareggiabili; però riuscire a fare entrambe le cose vuol dire raggiungere anche milioni e milioni di persone. Quest’anno lo facciamo anche con questa forte convinzione e determinazione che se lo facciamo bene forse avremo un’arma in più domani per accelerare questi processi di sviluppo sostenibile.

Quindi cosa mettiamo tra gli ingredienti di questa miscela 2021? In primo luogo direi i giovani perché per la prima volta le Nazioni Unite chiamano i giovani a essere presenti alla prossima Conferenza per il clima. Dovete pensare che siamo alla 26esima conferenza per il clima da quando nel 1992 ci fu a Rio de Janeiro il primo grande Summit dove si capì l’urgenza di fare qualcosa per la terra. Da allora i grandi della terra non hanno ottenuto praticamente nulla, i i dati sono sempre andati peggiorando, non abbiamo mantenuto le promesse; abbiamo fatto anche lo storico accordo a Parigi nel 2015 (che è il motivo per cui siamo nati anche come villaggio per la terra con l’esperienza di Villa Borghese). Ma le emissioni di CO2 sono sempre aumentate, il riscaldamento globale è sempre aumentato.

Quindi, portare i giovani che hanno finalmente alzato la testa, hanno finalmente cominciato a dire la loro istanza, non solo di generazione che dovrà ereditare questo pianeta, ma anche di persone che possono fare il cambiamento perché sta sulla loro pelle, è un evento storico;  la COP giovani è un evento storico e noi lavoreremo affinché i giovani se ne rendano conto e affinché i grandi comincino un po’ a tremare.

L’altro impegno riguarda il portare avanti con determinazione i 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, altro grande risultato del 2015, altra grande delusione delle Nazioni Unite che disattendono puntualmente il raggiungimento di questi obiettivi. E in questo senso, il diciassettesimo obiettivo, quello che parla di partnership, sottolinea come sia importante unirsi per trovare la forza e le energie necessarie per raggiungere gli altri 16 obiettivi. Abbiamo pensato che creare dei ponti verso il 2030, creare dei collegamenti internazionali che possano rappresentare nel nostro piccolo degli elementi di accelerazione; creeremo tanti punti con i cinque Continenti, raccontando storie meravigliose di persone che si impegnano in ogni angolo della Terra, ma l’importante è che si capisca che l’unione fa la forza. Se mettiamo insieme le forze c’è una foresta che cresce e che forse fa un po’ meno rumore dell’albero che cade ma è sicuramente quella che può fare la differenza.

Il terzo punto che portiamo avanti è quello dell’innovazione per lo sviluppo sostenibile, quella che viene chiamata innovability. Siamo convinti che l’economia debba cambiare dall’interno per smettere di essere predatoria e non possiamo più sperare che un manager che è abituato a guardare cosa succede nei titoli di borsa dopo aver preso una decisione o un’altra, cambi il suo modo di operare solo perché c’è un problema di sostenibilità. Io ci ho provato per tanti anni ma non avviene, semplicemente non avviene; l’innovazione invece è quel momento in cui l’imprenditore è davanti a un foglio bianco ed è pronto a descrivere non solo il suo modello di business ma anche le regole del gioco, ed è molto più sensibile qui al tema della sostenibilità; quindi l’innovazione è la grande sfida del futuro. Quindi dobbiamo essere tutti consapevoli che le nostre scelte verso l’innovazione disegnano il nostro futuro e devono disegnarlo nella direzione dello sviluppo sostenibile. Questi sono i tre grandi messaggi, poi naturalmente gli ingredienti saranno molti di più, perché 13 ore di diretta, vi assicuro, sono ricchissime di contenuti».

(continua a leggere l’intervista su http://www.unitedworldproject.org)

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