Bonaventura da Bagnoregio

Vescovo e dottore della Chiesa,  filosofo, teologo e mistico francescano, Bonaventura da Bagnoregio ha saputo coniugare con straordinaria originalità ricerca intellettuale e spiritualità francescana
bonaventura da bagnoregio

Nato a Civita di Bagnoregio vicino Viterbo nel 1221, Bonaventura studia dapprima presso il convento francescano della sua città, quindi completa la sua formazione a Parigi diventando maestro nelle Arti. Qui entra in contatto con i “mendicanti”, francescani e domenicani.

Bonaventura, allora venticinquenne, è affascinato dalla via della povertà evangelica e dell’umiltà di san Francesco. In questa scelta vede infatti rivivere la figura di Cristo e la vita dei primi cristiani.

Entra così nel noviziato, prende l’abito dei frati minori e si dedica allo studio della teologia. Segue tutto il curriculum degli studi: diventa baccelliere biblico, sentenziario e quindi nel 1253 maestro.

Sono gli anni in cui tra i mendicanti molti guardavano con nostalgia ai tempi di san Francesco e temevano che l’Ordine, ormai intrapresa la via dello studio e della cultura, avesse perso l’identità delle origini; si guardava con diffidenza a quei frati che pensavano di evangelizzare il mondo con le parole più che con il carisma del fondatore. In questa contesa Bonaventura non vede contraddizione tra l’ispirazione iniziale e la cultura. Il carisma di san Francesco era davvero per tutti, analfabeti e dottori.

Nel 1257, all’età di quaranta anni, Bonaventura viene eletto ministro generale dell’Ordine. È l’inizio di una serie di viaggi nei vari Paesi dell’Europa dove erano presenti comunità di frati attraverso i quali attuò una riforma dell’Ordine che fece rifiorire la vita spirituale, stimolò gli studi, regolò la disciplina religiosa.

Nel 1260 nel capitolo generale di Narbona propone le famose Costituzioni narbonensi nelle quali mette per iscritto le nuove norme per tutti i conventi. Su sua richiesta viene incrementata la devozione a Maria e, sempre per sua volontà, viene ordinato di suonare ogni sera la campana all'ora di compieta per invitare tutto il popolo a recitare l'Ave Maria. Da ciò ebbe origine la recita dell'Angelus Domini.

Nell'ambito dello stesso capitolo gli viene chiesto di scrivere la biografia di san Francesco.

Si reca quindi in Italia nei luoghi dove aveva vissuto il Santo, interroga tanti testimoni, raccoglie i documenti per redigere quindi la Leggenda del beato Francesco e la Leggenda minore, entrambe accolte con grande entusiasmo.

Nel 1271 si trova a Viterbo dove parla ai cardinali che da due anni non riuscivano a mettersi d'accordo per scegliere il nuovo papa. Accettando i suoi consigli eleggono finalmente Gregorio X. Questi lo sceglie come suo collaboratore per preparare il concilio di Lione e nel 1273 lo nomina vescovo di Albano.

Nel 1274 inizia il concilio dove Bonaventura ha un ruolo fondamentale nella riunificazione con la Chiesa d'Oriente. Nello stesso anno muore a causa di una febbre improvvisa. Nel 1482 Sisto IV lo canonizza. Sarà proclamato dottore serafico da Sisto V nel 1588.

 

Per approfondire la sua figura puoi leggere: Bonaventura da Bagnoregio, francescano e pensatore di Francesco Corvino (Città Nuova)

Nel catalogo di Città Nuova trovi anche alcuni scritti di Bonaventura:

Itinerario della mente in Dio – Riconduzione delle arti alla teologia

Vita di san Francesco

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