Articolo 41. Tra utile e dignità umana

Sulla dibattuta questione delle restrizioni all'autonomia imprenditoriale, imposte dalla carta costituzionale, abbiamo raggiunto Cesare Mirabelli. presidente emerito della Corte costituzionale
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A proposito della riforma dell’articolo 41 della Costituzione sulla libertà d’impresa, abbiamo raggiunto il professor Cesare Mirabelli. presidente emerito della Corte costituzionale e docente all’Università di Tor Vergata e alla Pontificia università lateranense.

 

Sembra crescere il consenso verso un cambiamento del testo dell’articolo 41 della Costituzione perché ritenuto un ostacolo alla libertà di impresa. Cosa ne pensa?

 «L’affermazione molto forte della libertà dell’iniziativa economica privata contenuta nell’articolo 41 della Costituzione non ha determinato limitazioni alla stessa libertà. Non c’è alcuna restrizione che si può riportare all’applicazione di questo articolo. C’è un riferimento positivo alla utilità sociale ma anche questo non ha affatto un intento compressivo. 

Non mi sembra perciò una cosa indispensabile e attuale la modifica costituzionale quanto, piuttosto, il decisivo alleggerimento degli adempimenti amministrativi e burocratici per le aziende che derivano semplicemente dall’applicazione della legge ordinaria.

 

Ma centri di ricerca internazionali indicano per l’Italia un indice di libertà economica inferiore a quella del Vietnam…..

«Mi sembrano considerazioni che vogliono suscitare allarmismi e eludono la domanda fondamentale: si tratta di una situazione che dipende dalla Costituzione o dalla burocrazia? La tutela che viene data nell’articolo 41 alla dignità della persona mi sembra che sia almeno altrettanto importante della libertà di iniziativa economica privata.

«Può forse dare una idea di una qualche restrizione il terzo comma, quando dice che “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.  Ma anche questa disposizione non ha ricevuto, nei fatti, un attuazione restrittiva dell’iniziativa economica privata.

 

«Il secondo comma[1], che rimanda alla necessaria mancanza di contrasto con l’utilità sociale, significa che non posso, ad esempio, inquinare o distruggere a mio piacimento il paesaggio e patrimonio naturale. L’iniziativa economica privata deve rispettare i beni comuni. Non posso recar danno alla sicurezza e alla libertà e dignità umana. Credo che nessuno sia d’accordo su un’iniziativa  economica in contrasto con la dignità umana.  

Prendiamo il caso delle regole che vietano il lavoro minorile: si tratta di un limite alla libertà economica o siamo di fronte alla tutela della dignità e della liberta dell’essere umano?

«Mi pare che si stia alzando il tiro sulla Costituzione non avendo la forza di modificare gli assetti organizzativi della burocrazia e la legge ordinaria.»



[1] (L’iniziativa economica privata) non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

 

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