Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, questo weekend, e precisamente alle 3 di notte, i nostri cellulari automaticamente sposteranno l’orario alle 2. Si avrà quindi la possibilità di dormire un’ora di più, magra consolazione. Perché in effetti ci si continua a domandare se questa consuetudine porti realmente un beneficio in termini di risparmio di energia oppure no.
Cosa dicono le ricerche
È stata svolta e discussa un’indagine da parte della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati guidata da Andrea Barabotti (Lega) e presentata il 15 ottobre 2026 durante la conferenza stampa “Ora legale sempre – La battaglia continua”. Sono stati presi in considerazione i dati offerti da Terna, la Rete elettrica nazionale Spa e il principale operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa. Dal punto di vista del risparmio energetico ed economico, la proposta di prolungare e rendere permanente l’ora legale anche nei mesi invernali porterebbe un beneficio economico di 120 milioni di euro l’anno e un risparmio di energia di circa 462 GWh (al risparmio dei 302 GWh dei normali 7 mesi si sommerebbero circa 160 GWh). I vantaggi riguarderebbero anche i settori produttivi, poiché giovare di più luce nelle ore serali aumenterebbe la possibilità di accrescere il numero di persone in strada, consentirebbe una migliore percezione della sicurezza all’aperto, più vita negli spazi urbani, e quindi anche flussi turistici più omogenei durante l’anno. Il Codacons ha segnalato anche che si ridurrebbero problemi legati alla gestione organizzativa del cambio dell’ora.
Risoluzione parlamentare e lancio della campagna
In base a quanto esposto dalla ricerca, la Commissione ha presentato una risoluzione in Parlamento per impegnare il Governo a sperimentare un orario unico e quindi l’adozione definitiva dell’ora legale. Nella risoluzione si richiede la ripresa del negoziato europeo sulla proposta COM(2018) 639, in base al quale si aboliscono i cambi di orario. Poi ci si impegna a trasmettere alla Commissione europea i risultati delle suddette indagini volendo sostenere una sperimentazione europea dell’ora legale permanente. Nel 2018 ci fu anche una consultazione pubblica secondo cui l’84% dei cittadini europei si espresse a favore del superamento del doppio cambio annuale. In attesa che il Parlamento italiano deliberi, è stata anche lanciata una campagna “Un’ora sola la vorrei” in collaborazione con Sima (Società italiana di medicina ambientale), Consumerismo e le altre associazioni aderenti al manifesto, per sensibilizzare i cittadini sui vantaggi dell’ora legale permanente. Per conoscere la campagna, approfondire la proposta e sostenere l’iniziativa è possibile visitare il sito www.oralegalepersempre.it. Sima e Consumerismo sono anche le promotrici della petizione online “Ora legale per sempre”, che su Change.org ha già raccolto quasi 360mila firme.
I danni alla salute
Un aspetto da non sottovalutare è quello scientifico che vede, nei giorni immediatamente seguenti al cambio dell’ora, degli effetti negativi dimostrati, come l’aumento degli infarti – con una crescita del 5% (aumento anche del rischio di ictus con +8% di ricoveri) – e degli incidenti stradali, nonché degli infortuni sul lavoro (con un aumento di circa il 6% al lunedì successivo al cambio di orario). Secondo uno studio statunitense, con lo spostamento dell’ora in avanti infatti, il nostro corpo si trova ad affrontare una sorta di mini jet lag, aumenta quindi la stanchezza e la mancanza di concentrazione.
