Avevamo raccontato, sia nel numero di novembre 2025 della rivista Città Nuova che sul sito cittanuova.it, la nascita e lo sviluppo della Comunità energetica rinnovabile solidale di San Domenico a Udine; ed ecco sono arrivati i primi risultati “concreti”, sotto il profilo economico, della sua attività. Alla chiusura del primo anno di incentivi, con 24 KW operativi, «abbiamo ricavato circa 2600 euro sulla base degli incentivi GSE – spiega il vicepresidente della Cers, Emilio Gottardo –; destinati per il 30% ai soci produttori, il 30% ai soci consumatori, e per il 40% al fondo di solidarietà, con il quale sono già state aiutate sei famiglie e altrettante lo saranno presto».
Certo, sono cifre ancora contenute, ma comunque preziose quando si tratta anche solo di quelle poche decine di euro necessarie ad arrivare a pagare una bolletta: «Aiutiamo in particolare famiglie in condizione di povertà energetica – spiega Gottardo – e tra queste ce ne sono ad esempio alcune che hanno un familiare ammalato, allettato, e dipendente da qualche apparecchiatura medicale alimentata ad energia elettrica: per loro, quindi, questo aiuto è fondamentale. Sono comunque molti e diversi i bisogni delle quasi 200 famiglie seguite dalla parrocchia di San Domenico, per cui questo è solo l’inizio di un percorso; che dovrà prevedere anche un sistema oggettivo di individuazione dei bisogni e dei destinatari degli aiuti».
Se infatti è stato finora possibile contare su 24KW di potenza, che hanno prodotto 18,5 MWh a fronte di 610 MWh di consumi dei soci, la Cers è in attesa della registrazione di altri 770 KW entro fine 2026, per arrivare a 1500 KW nel corso del 2027: «Stimiamo di poter arrivare così a 18-20.000 euro di incentivi – prosegue Gottardo – e di incrementare di conseguenza innanzitutto il fondo di solidarietà, ma anche i dividendi, in particolare dei soci piccoli consumatori: già quest’anno è stata approvata un’integrazione per chi non arrivava alla soglia di 25 euro, così da venire loro incontro».
«È un piccolo, primo successo – afferma il presidente della Cers, don Francesco Saccavini – che premia la fatica di aver messo in piedi una comunità energetica, ma anche la determinazione di quelli che hanno tenuto testa ad una burocrazia pesante e ad un sistema di attivazione molto complicato e francamente debilitante. Con questi primi incentivi, la comunità di S. Domenico dimostra di esserci e di avere le carte in regola per crescere; nata nel quartiere di S. Domenico, oggi la Comunità si sta allargando a tutta la città e ai territori contermini stanti le numerose richieste e le manifestazioni di interesse che ci pervengono da molte persone […] Un segno piccolo, ma prezioso che dimostra come anche dalla lotta ai cambiamenti climatici si possono avere risultati positivi grazie all’energia rinnovabile che viene condivisa dalle persone che partecipano. Questo è anche un invito ad aderire alla nostra Comunità, che è a disposizione di tutti».
Sono ad oggi più di un centinaio i soci della Cers, tra cui 19 persone giuridiche quali l’Università di Udine, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Centro Balducci, e altre realtà del mondo no-profit udinese.
