ΕΡΧΕΘΑΙ ΩΡΑ ΚΑΙ ΝΥΝ ΕΣΤΙΝ: “nel giorno spirituale della presenza”

   

 

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Vitiello rereads the Hegelian reflection about time in the light of the verse from the Fourth Gospel, “...a time is coming and has now come”, comparing it with the di­verse interpretations of the relationship between the to­tality of the temporal horizon (Hóra) and the “moment” (nýn) of its “revelation”, occurring over the course of his­tory - from Augustine to Nietzsche and Borges, proceed­ing to Hölderlin and Dostoyevsky. The outcome is a real true passage from the primacy of the Hóra to that of the nýn, no longer seen as a “moment” within the Hóra, but as an in-stant suspended between the real movement of time and the possible tranquillity of the Nothingness of time. This ‘in-stant’, and this alone, which opens up the mystery of the Possible, today merits the Hegelian defi­nition of the “spiritual day of the presence”.
Vitiello rilegge la riflessione hegeliana sul tempo alla luce del versetto del IV Vangelo – “Viene l’ora ed è adesso” –, confrontandola con le molteplici interpretazioni del rapporto tra la totalità dell’orizzonte temporale (Hóra) e il ‘momento’ (nýn) della sua ‘rivelazione’, date nel corso della storia: da Agostino a Nietzsche e Borges, passando per Hölderlin e Dostoevskij. L’esito è il passaggio – vero e proprio  – dal primato della Hóra a quello del nýn, non più “momento” interno alla Hóra, ma in-stante sospeso tra il movimento reale del tempo e la possibile quiete del Nulla di tempo. Questo ‘in-stante’, e sol esso, ché apre al mistero del Possibile, merita oggi la definizione hegeliana di “giorno spirituale della presenza”.

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